Playoff Serie A, Tessitori trascina Venezia: contropiede e schiacciata decisiva per il 2-1 sulla Virtus
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Redazione Sport
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Nel caos ordinato del Taliercio di Mestre, dove la pressione dei playoff si tagliava letteralmente con un coltello, è stato un centro pisano dal sangue freddo a scrivere il copione della serata. Amedeo Tessitori, capitano dell'Umana Reyer, ha firmato una prestazione da 22 punti e 10 rimbalzi che profuma già di finale scudetto, sbancando di fatto le resistenze di una Virtus Bologna apparsa bella e dannata per trenta minuti, salvo poi crollare sotto il peso della rimonta lagunare.
Se i primi due quarti avevano sorriso agli uomini di Nenad Jakovljevic, grazie a un Carsen Edwards scatenato (31 punti complessivi e un micidiale 5/6 da tre nel solo primo tempo), la seconda metà di gara ha raccontato una storia completamente diversa, quella di una Reyer capace di alzare il proprio baricentro difensivo fino a soffocare le geometrie avversarie.
Una rimonta costruita nel secondo tempo
La Virtus era partita col piede sull’acceleratore, toccando il momentaneo +12 e facendo tremare i palazzi del centro storico, ma nel basket – si sa – il vantaggio è spesso un’illusione ottica. Coach Neven Spahija, a quanto si legge nei resoconti di sala stampa, ha chiesto ai suoi “più durezza” e “qualche fallo extra” nell’intervallo lungo, e i suoi giocatori hanno risposto presente con gli interessi.
È qui, nella transizione tra il secondo e il terzo quarto, che la serie ha cambiato volto: Venezia ha capitalizzato 6 palle perse dagli ospiti nel solo terzo periodo, innestando il contropiede e trovando in Tessitori il terminale ideale per ribaltare l’inerzia. L’azione simbolo, quella che manda in visibilio i tifosi orogranata, porta la firma del lungo pisano: un recupero di Candi, un lancio lungo per Tessitori e la relativa schiacciata che fissa il punteggio sul 69-63.
Il fattore campo e il match point
Per la Virtus, quella che si è consumata al Taliercio è una sconfitta che suona quasi come un verdetto anticipato, nonostante le giocate individuali di Edwards e la battaglia sotto le plance. La Reyer, dal canto suo, ha dimostrato di possedere quel “cuore” citato nei comunicati ufficiali, resistendo ai tentativi di rientro bolognesi nell’ultimo quarto. Con l’89-85 finale, la serie di semifinale si porta sul 2-1 per Venezia, che ora ha a disposizione un vero e proprio match point tra le mura amiche; basterà una vittoria in Gara 4 per staccare il pass per le finali scudetto.
Per Bologna, invece, inizia il conto alla rovescia: spalle al muro e con la necessità di violare nuovamente il fortino lagunare per tenere in vita un sogno che, al momento, appare in forte apnea.
L’impatto di Tessitori e la statistica che pesa
Osservando i numeri, appare chiaro che senza il contributo del capitano la musica sarebbe stata diversa: i suoi 22 punti rappresentano un massimo in carriera nei playoff di Serie A, a testimonianza di una crescita esponenziale nei momenti che contano. La difesa di Venezia, arcigna e organizzata nella ripresa, ha saputo limitare i danni dall’arco proprio quando la Virtus cercava la tripla della disperazione.
Gara 4, quindi, si preannuncia come un crocevia storico per la Reyer, mentre Bologna dovrà fare i conti con una rimonta psicologica forse più complicata di quella tecnica, cercando di dimenticare in fretta la schiacciata di Tessitori che ha fatto tremare il vetro del tabellone mestrino.




