Nuovo attacco russo con droni su Kiev e Odessa: colpito un ospedale, almeno due morti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra domenica e lunedì, la Russia ha sferrato un massiccio attacco con droni su Kiev e Odessa, uno dei più violenti dall’inizio dell’invasione, costringendo migliaia di civili a cercare rifugio nelle metropolitane mentre le esplosioni squarciavano il cielo. Le sirene antiaeree hanno risuonato per ore, accompagnate dal rombo dei motori dei droni e dalle deflagrazioni che hanno danneggiato edifici residenziali in diversi distretti della capitale, tra cui Desnianskyi, Obolonskyi e Shevchenkivskyi, come confermato da Tymur Tkachenko, responsabile dell’amministrazione militare di Kiev.

A Odessa, il bersaglio è stato un reparto maternità, colpito mentre i medici erano al lavoro: un episodio che riporta alla memoria altri drammatici attacchi contro infrastrutture sanitarie, sebbene Mosca neghi sistematicamente di prendere di mira civili. Le autorità ucraine hanno denunciato almeno due vittime e quattro feriti a Kiev, tra cui una donna, Nina Nosivets, 32 anni, e il figlio Levko di soli otto mesi, che hanno trascorso la notte in una stazione della metropolitana trasformata in rifugio.

Zelensky, in un messaggio su Telegram, ha definito l’offensiva "uno dei più grandi attacchi mai subiti dalla capitale", sottolineando come la violenza russa superi "gli sforzi degli Stati Uniti e del resto del mondo per spingere Mosca verso la pace". Le parole del presidente ucraino riflettono una situazione sempre più critica, in cui i raid notturni – giustificati dal Cremlino come ritorsione per le incursioni ucraine in territorio russo – stanno diventando una macabra routine.

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