Le borse europee chiudono a mosaico tra tensioni sui dazi e dati societari deludenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una chiusura a macchia di leopardo ha caratterizzato i mercati europei, con Parigi che ha resistito in territorio positivo (+0,21%, a 7.834 punti) mentre Londra ha ceduto lo 0,2%, fermandosi a 9.120 punti. Francoforte, in calo dello 0,32%, e Madrid, che ha perso appena lo 0,13%, hanno completato un quadro frammentario, segnato da incertezze legate sia alle prospettive delle banche centrali sia ai negoziati commerciali tra Stati Uniti ed Europa.

L’ultima seduta della settimana ha confermato la debolezza degli indici azionari, penalizzati da risultati societari inferiori alle attese. Puma, ad esempio, ha ridotto le stime annuali a causa di una domanda più fiacca del previsto, mentre Volkswagen ha corretto al ribasso i margini operativi, alimentando timori sul settore automobilistico. Nonostante ciò, la maggior parte dei listini globali ha chiuso la settimana in rialzo, dimostrando una resilienza che però non basta a nascondere le tensioni latenti.

Nel finale di giornata, Milano è riuscita a distinguersi, consolidando un guadagno dello 0,45%, mentre Parigi ha recuperato terreno (+0,3%). Francoforte, seppure in negativo (-0,3%), e Madrid (-0,25%) hanno attenuato le perdite, sull’onda di un Wall Street in lieve rialzo (+0,2%). Intanto, lo spread tra Btp e Bund si è assottigliato, scendendo sotto i 94 punti: il rendimento del decennale italiano è salito di 0,7 punti, attestandosi al 3,56%, mentre quello tedesco ha registrato un incremento più marcato (+1,9 punti, al 2,72%).

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