Milano, annullate 90mila multe ai motociclisti per la preferenziale “off limits” durante le Olimpiadi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La raffica di sanzioni – circa 90mila avvisi per un totale che, considerando solo il pagamento in misura ridotta, sfiora i 5 milioni e 200mila euro – si è trasformata in un colpo di spugna. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha infatti disposto l’annullamento in blocco delle multe elevate dalla Polizia locale ai motociclisti che, durante il periodo delle Olimpiadi invernali e delle Paralimpiadi, avevano utilizzato la corsia riservata agli autobus delle linee 90 e 91. A determinare la retromarcia del Comune, una circostanza tanto singolare quanto controversa: il divieto di transito per le due ruote era stato segnalato applicando con del semplice nastro adesivo una croce rossa sul simbolo che, di norma, autorizza invece i centauri a percorrere quella stessa corsia preferenziale.
Lo scotch come segnale e l’errore “di difficile comprensione”
La modifica della cartellonistica – avvenuta tramite l’apposizione di strisce di scotch per barrare il pittogramma – ha generato, stando a quanto emerso, un quadro normativo quanto meno ambiguo. I motociclisti sanzionati, molti dei quali hanno ricevuto a casa l’avviso di accertamento nelle settimane successive alla chiusura dei Giochi, si sono sempre difesi sostenendo l’insufficienza e l’improprietà di quella segnaletica “fai da te”. E lo stesso sindaco Sala, intervenendo sulla vicenda, ha riconosciuto l’errore: “Mi spiace, quando l’ho verificato ho cercato di porre rimedio subito”, ha dichiarato, ammettendo di fatto che la misura adottata per informare i cittadini fosse quantomeno opinabile. L’annullamento delle oltre 90mila contravvenzioni – che al netto della sola riduzione avrebbero fruttato al Comune una cifra vicina ai 5,2 milioni di euro, mentre l’importo intero (83 euro) avrebbe superato i 7 milioni – è stato dunque motivato proprio dalla “difficile comprensione” del divieto.
Il trionfo dei centauri e la “fregatura dietro l’angolo”
Tra i motociclisti milanesi, molti dei quali avevano già manifestato il proprio sconcerto attraverso i canali delle associazioni di categoria, la decisione di Palazzo Marino è stata accolta come una vittoria del buon senso. “Tutto è bene quel che finisce bene, ha vinto il buon senso”, ha commentato un trentenne, centauro della prima ora, che però non ha nascosto una certa amarezza di fondo: “Ma nessuno si è reso conto, prima, della modalità non proprio limpida nei confronti dei cittadini? Io ho fiducia in Milano – ha aggiunto – ma non mi piace questa sensazione che ho adesso. È come se ci fosse sempre una fregatura dietro l’angolo”. La sua voce, in fondo, riflette il disagio di chi si è visto costretto a guidare con l’ansia di cadere in una “trappola” segnaletica, senza peraltro poter immaginare che il divieto fosse stato apposto con dello scotch.
I numeri della sanatoria e l’attesa dei rimborsi
Le tempistiche dell’operazione – che prevede ora la cancellazione d’ufficio di tutti i verbali emessi tra il 2 febbraio e il 18 marzo scorsi – restano al centro dell’attenzione. Molti dei destinatari delle multe avevano già provveduto al pagamento in misura ridotta, convinti della legittimità dell’accertamento; altri avevano invece presentato ricorso, confidando proprio nell’anomalia della segnaletica. Con l’annullamento generalizzato deciso dal sindaco, scatta ora la fase dei rimborsi per chi ha già sborsato i 58 euro. Una procedura che, viste le cifre in gioco (si parla di oltre 5 milioni di euro incassati), richiederà tempi tecnici non indifferenti. E mentre la macchina amministrativa si mette in moto per restituire il maltolto ai centauri, resta sullo sfondo un interrogativo che nessuno, per ora, ha saputo sciogliere: come sia stato possibile che nessuno, prima della raffica di multe, si sia accorto della “non limpidezza” di un divieto segnalato con lo scotch.




