Asta Bot, collocato il titolo annuale da 8,5 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Tesoro ha fatto rotta sul breve termine. Nella giornata di mercoledì 10 giugno, il Dipartimento del Debito Pubblico ha provveduto a collocare l’intero importo previsto del nuovo BOT a 12 mesi, una mossa che, come spesso accade in queste tornate, serve a rifinanziare una parte dello stock di debito in scadenza senza però, almeno in questo frangente, aumentarne il volume complessivo.

L’operazione, ammontante a 8,5 miliardi di euro, ha registrato una domanda decisamente superiore, attestatasi oltre quota 12,19 miliardi, a dimostrazione di un appetito ancora robusto per i rendimenti garantiti dallo Stato italiano, nonostante il contesto di tassi ancora elevati deciso dalle banche centrali. Il buon esito del collocamento, va detto, non è stato considerato sufficiente dagli analisti per inserire il titolo tra quelli consigliati, lasciando il prodotto nella sfera della pura gestione del passivo, utile solo a chi volesse monitorare la liquidità del mercato primario.

Il meccanismo dell’asta e i numeri della domanda

Il titolo, identificato dal codice ISIN IT0005716714, presenta una durata di 367 giorni – partendo dalla data di regolamento del 12 giugno per arrivare alla scadenza naturale fissata per il 14 giugno 2027. A differenza di altri strumenti governativi, come i BTP che staccano cedole periodiche, il rendimento per l’investitore è rappresentato dallo scarto di emissione, cioè la differenza tra il prezzo di sottoscrizione e il valore di rimborso a scadenza, fissato a 1.000 euro.

In questo caso specifico, il meccanismo d’asta ha determinato un prezzo medio ponderato di aggiudicazione a 97,326, un valore che, spieghiamo brevemente, riflette le attuali condizioni di mercato e che genera un rendimento sostanzialmente stabile rispetto ai mesi precedenti. Le richieste complessive, pari a oltre 12,19 miliardi, hanno generato un rapporto di copertura (bid-to-cover ratio) di circa 1,43, un segnale di tenuta che ha permesso agli specialisti del settore di assorbire senza problemi l’offerta.

Per chi volesse operare sui mercati secondari, è utile sapere che a partire dall’11 giugno – quindi a ridosso del regolamento – il titolo è già stato quotato sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) gestito da Borsa Italiana.

Il calendario della settimana finanziaria europea

Questa tornata di aste, va inquadrata in un contesto più ampio che ha visto movimenti anche oltre confine. Nella stessa settimana, la Germania ha precedentemente battuto asta per i suoi Bund, proponendo scadenze lunghe (il 2053, il 2035 e il 2033) per un ammontare complessivo di 2 miliardi di euro, distribuiti tra le varie emissioni.

Questi appuntamenti, sebbene riguardino titoli con duration molto differenti, contribuiscono a definire l’andamento dello spread, cioè il differenziale di rendimento tra i Btp italiani e i Bund tedeschi, rimasto sostanzialmente stabile nelle sedute immediatamente successive al collocamento dei Bot.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, il calendario degli impegni non si esauriva mercoledì 10: era prevista per la giornata di giovedì 11 giugno un’asta dedicata ai Btp a 3 anni, con scadenza prevista per il 2029, per un importo indicativo compreso tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro, a riprova della volontà del Ministero di continuare a presidiare l’intera curva dei rendimenti.

L’ammontare complessivo in circolazione dei Buoni Ordinari del Tesoro, va ricordato per completezza d’informazione, ha subito una naturale evoluzione dopo questa operazione: al termine della giornata di venerdì 12 giugno, il dato aggregato della circolazione toccava quota 141.486.885.000 euro.

L’operazione di rifinanziamento non ha presentato particolari criticità, anche se la scelta redazionale di non includere questo specifico BOT nei titoli consigliati lascia intendere una valutazione prudenziale sulle prospettive reali del rendimento netto, magari in un’ottica comparativa con strumenti leggermente più lunghi.

Un investitore che cerca solo la sicurezza del rimborso a scadenza trova in questi strumenti un rifugio, ma deve essere consapevole del meccanismo di determinazione del prezzo in asta, dove non è possibile impostare un limite massimo di spesa, a differenza di quanto invece si può fare tranquillamente sul mercato secondario (il MOT) dove il titolo è già disponibile da giovedì 11 giugno.

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