Asta Bot 10 giugno, un’emissione da 8,5 miliardi che non modifica lo stock del debito
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Redazione Economia
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fatto rotta su un’operazione di routine, ma non per questo priva di segnali interessanti per chi osserva il mercato primario dei titoli di Stato. Mercoledì 10 giugno, infatti, il Tesoro ha proceduto al collocamento di un nuovo BOT a 12 mesi – il cui codice ISIN è IT0005716714 – scegliendo un importo complessivo offerto pari a 8,5 miliardi di euro.
L’elemento che forse più di ogni altro definisce il carattere tecnico di quest’asta, e che merita di essere sottolineato, è la scadenza dei vecchi titoli: proprio il 12 giugno, il giorno successivo al regolamento del nuovo prestito, arrivano a scadenza BOT annuali per un valore di 9,35 miliardi di euro, circostanza che di fatto ha annullato l’emissione netta di nuovo debito. Un’operazione, questa, che si configura come un puro e semplice rinnovo tecnico dello stock esistente, una manovra che non grava ulteriormente sul già pesante fardello del debito pubblico nazionale.
I numeri dell’asta e il rendimento stabile del Bot
Veniamo ai numeri, perché sono questi, in fin dei conti, a delineare il perimetro reale dell’operazione. La domanda, va detto, ha superato abbondantemente l’offerta: gli investitori hanno presentato richieste per oltre 12,19 miliardi di euro, un dato che ha determinato un rapporto di copertura (il cosiddetto bid-to-cover) pari a 1,43, a dimostrazione di un appetito tutt’altro che spento per la carta a breve termine.
L’importo complessivamente assegnato è stato quindi di 8,5 miliardi di euro, interamente coperti, con i dettagli dell’asta che confermano come non sia stato inserito tra i titoli "consigliati" da alcune piattaforme di consulenza. Sul fronte del rendimento, il Tesoro ha spuntato un tasso lordo del 2,695%, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’asta precedente, che riflette una condizione di mercato obbligazionario relativamente tranquillo in quella specifica seduta.
La vita residua del titolo, va ricordato, è di 367 giorni, con scadenza fissata al 14 giugno 2027.
Le caratteristiche del titolo e l’assenza del Bot trimestrale
Questo BOT, va precisato, appartiene alla categoria dei cosiddetti zero-coupon: il guadagno per l’investitore, lo ricordiamo brevemente, deriva esclusivamente dallo scarto tra il prezzo d’acquisto (in asta o sul mercato) e il valore nominale di 100 euro incassato alla scadenza, senza il pagamento di cedole periodiche. Un meccanismo, questo, che comporta una tassazione agevolata al 12,50% sulle plusvalenze.
La data di regolamento è il 12 giugno, mentre dal giorno precedente (l’11 giugno) il titolo sarà già quotato e quindi negoziabile sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) gestito da Borsa Italiana, offrendo così una via d’uscita anticipata a chi volesse disfarsene prima del rimborso. Una nota di rilievo, infine, riguarda la struttura dell’offerta: il Ministero ha infatti comunicato che, in assenza di specifiche esigenze di cassa, non è stato collocato il BOT trimestrale solitamente offerto in concomitanza.
Le prossime tappe nel calendario delle aste
L’appuntamento con i BOT ha aperto la settimana delle emissioni, ma il calendario del Dipartimento del Tesoro prevedeva già altri impegni. Giovedì 11 giugno, a ridosso di quest’operazione, si è tenuta l’asta dei BTP a 3 anni (con scadenza 2029), sebbene inizialmente il programma parlasse di un’offerta più ampia. Il Tesoro, va detto, ha scelto di ridurre il numero dei prodotti a medio-lungo termine, rinviando a data da destinarsi l’emissione sindacata di BTP a 7 e a 30 anni.
Per chi volesse monitorare con maggiore attenzione l’andamento dei mercati, i dati completi sulla circolazione – che al 12 giugno 2026 ammontava complessivamente a oltre 141 miliardi di euro per tutti i BOT – restano consultabili nei consueti canali di settore.




