Meloni «ciociara», il consigliere Pd si scusa: «Era un lapsus»
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni ha trasformato in un caso politico nazionale una frase pronunciata da un consigliere del Pd di Pontedera, in provincia di Pisa, che l'aveva definita «ciociara, nella maniera più dispregiativa». La presidente del Consiglio ha reagito l'8 ottobre con un lungo intervento sui social, accusando l'esponente democratico di aver offeso gli abitanti di un intero territorio. Il consigliere ha successivamente chiarito di aver commesso un lapsus, spiegando che intendeva utilizzare un'altra parola.
Dalla seduta del Consiglio comunale alla reazione della premier
La frase risale al 30 settembre, durante una seduta dell'assemblea cittadina dedicata a una mozione sul contrasto agli stereotipi sessisti nel linguaggio pubblico e istituzionale e sulla promozione del rispetto e della parità. A pronunciarla è stato Floriano Della Bella, capogruppo del Partito democratico, intervenuto in un dibattito particolarmente acceso. Nel suo discorso aveva criticato anche l'episodio del «Bollo ciao», la parodia di «Bella ciao» cantata dalla presidente del Consiglio. Il presidente dell'aula lo aveva richiamato, invitandolo a usare espressioni più appropriate al suo ruolo istituzionale.
Nel messaggio pubblicato sui propri canali social, la premier ha ricordato alcuni degli epiteti che sostiene di aver ricevuto nel corso della sua attività politica, tra cui «borgatara», «pesciarola» e «ortolana». Ha quindi contestato l'uso dispregiativo di un termine geografico, rivendicando con orgoglio la storia e la cultura della Ciociaria. A suo giudizio, l'espressione avrebbe finito per insultare quasi mezzo milione di italiani, presentandoli come persone inferiori o ignoranti. Nel suo intervento ha citato figure storiche e artistiche legate a quel territorio, da Cicerone e San Tommaso d'Aquino fino a Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica e Nino Manfredi.
Il chiarimento del Pd: «Voleva dire caciarona»
A spiegare l'accaduto è intervenuto il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, che ha definito la parola utilizzata dal consigliere un errore involontario, successivamente riconosciuto dallo stesso autore. Secondo il primo cittadino, l'espressione che avrebbe voluto pronunciare era «caciarona», riferita al comportamento politico della premier e non alla provenienza geografica. Franconi ha riconosciuto che anche questo appellativo non rappresenta un complimento, ma ha respinto l'interpretazione secondo cui nell'intervento vi fosse l'intenzione di denigrare gli abitanti della provincia di Frosinone.
Una precisazione è arrivata direttamente dall'esponente democratico attraverso una nota congiunta con Francesco Papiani, segretario cittadino del partito. I due hanno parlato di un «infortunio linguistico», attribuendo l'equivoco all'assonanza tra parole diverse. Hanno escluso qualsiasi volontà offensiva verso la popolazione ciociara e presentato le proprie scuse a chi si fosse sentito colpito dall'espressione. Nella loro ricostruzione, un errore verbale commesso durante una discussione consiliare sarebbe stato ingigantito fino ad assumere una dimensione nazionale.
Il sindaco ha inoltre richiamato l'attenzione su un altro passaggio della medesima seduta, invitando la presidente del Consiglio ad ascoltare le parole di un rappresentante locale di Fratelli d'Italia sui concerti di Elodie e sull'abbigliamento della cantante. Il riferimento riguardava un intervento nel quale erano stati menzionati il perizoma e le pose dell'artista. Franconi ha contrapposto quelle considerazioni alla libertà delle donne di vestirsi come desiderano, riportando il confronto al tema del sessismo nel linguaggio pubblico affrontato dall'assemblea municipale.
Le reazioni politiche dalla Ciociaria
La controversia ha provocato interventi anche all'interno dello stesso Partito democratico. Achille Migliorelli, segretario provinciale del Pd di Frosinone, ha chiesto pubblicamente al collega toscano di scusarsi, sostenendo che il confronto politico non debba trasformarsi in un'offesa rivolta a un territorio e ai suoi abitanti. Una posizione analoga è stata espressa dal sindaco di Cassino, Enzo Salera, che ha criticato il ricorso a riferimenti geografici come strumenti di attacco personale, osservando che simili espressioni allontanano la discussione dalle questioni politiche sulle quali sarebbe possibile contestare l'operato del governo.
Dal centrodestra sono arrivate manifestazioni di solidarietà alla presidente del Consiglio. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha condannato l'espressione utilizzata nell'aula toscana, mentre il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha chiesto ai democratici di prendere le distanze dall'episodio. Tra gli esponenti di Fratelli d'Italia intervenuti figurano anche il deputato Aldo Mattia, il parlamentare Massimo Ruspandini e il consigliere regionale Daniele Maura, che hanno rivendicato il valore culturale e storico delle proprie radici ciociare.
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