Meloni risponde al consigliere Pd: "Orgogliosa di essere ciociara". E Di Stefano la invita al centenario

Meloni risponde al consigliere Pd:Orgogliosa di essere ciociara". E Di Stefano la invita al centenario
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   «Sono orgogliosa di essere definita ciociara». La frase, pubblicata sui social dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha trasformato una seduta del consiglio comunale di Pontedera in un caso politico nazionale. Tutto era cominciato il 30 settembre, quando il capogruppo del Pd Floriano Della Bella aveva apostrofato la premier con le parole «veramente una ciociara, nel senso più dispregiativo del termine».

Il contesto della seduta

L’aula di Pontedera, in provincia di Pisa, stava discutendo una mozione contro gli stereotipi sessisti nel linguaggio pubblico e istituzionale, presentata dalla maggioranza. Nel corso del dibattito, Della Bella era intervenuto in risposta a un consigliere di Fratelli d’Italia, Nicolò Stella, e aveva spiegato di essersi sentito offeso nel vedere la presidente del Consiglio cantare «Bollo ciao» dal palco di un evento del movimento giovanile di partito.

Da quel momento, la frase è diventata virale. Secondo la ricostruzione fornita dalla stessa Meloni nel suo post, il presidente dell’aula, anch’egli esponente del Pd, avrebbe richiamato Della Bella invitandolo a usare «termini consoni al suo ruolo».

La replica della premier

Meloni ha rivendicato con forza la propria appartenenza alla Ciociaria, definendola «uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia». Nel suo intervento sui social ha elencato alcuni dei personaggi storici e artistici legati a quella terra, da Cicerone a Caio Mario, da Bonifacio VIII a San Tommaso d’Aquino, fino a Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica e Nino Manfredi.

La premier ha poi accusato gli esponenti dem di «riempirsi la bocca di popolo, rispetto e coesione» per poi insultare «in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B».

Le scuse e il «lapsus»

Della Bella, insieme al segretario cittadino del Pd Francesco Papiani, ha diffuso un comunicato in cui parla di un «evidente infortunio linguistico»: il capogruppo avrebbe pronunciato «ciociara» anziché «caciara», un’assonanza infelice «senza alcun intento offensivo verso la Ciociaria o i suoi abitanti».

«Se qualcuno si è sentito offeso, ce ne dispiace sinceramente e porgiamo le nostre scuse», si legge nella nota, in cui si definisce paradossale che «su un banale errore linguistico si sia costruito un caso politico nazionale». Il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, ha confermato la ricostruzione, spiegando che Della Bella, «nella concitazione di una accesa discussione, per mero errore» avrebbe voluto dire «caciarona».

Le reazioni in Ciociaria

Dalla Ciociaria sono arrivate condanne trasversali. Il segretario provinciale del Pd di Frosinone, Achille Migliorelli, ha chiesto pubblicamente al collega di partito di scusarsi «con la Ciociaria e con i ciociari», sottolineando che il confronto politico «non può diventare il pretesto per offendere un territorio e la sua gente».

Dal fronte opposto, il vicepresidente della Commissione Sviluppo della Regione Lazio, Daniele Maura, ha rivendicato con orgoglio le proprie radici: «Voi avete usato ciociaro come un insulto. Io ve lo restituisco come un distintivo d’orgoglio». Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha espresso «piena solidarietà» alla premier, sostenendo che quelle parole offendono «un’intera comunità».

L’invito per il centenario della Provincia di Frosinone

Il presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano, ha scritto alla presidente del Consiglio per ringraziarla delle parole rivolte alla Ciociaria e per invitarla ufficialmente alle celebrazioni del centenario dell’istituzione provinciale, in una data da concordare.

Il 6 dicembre ricorrono cento anni dalla deliberazione che istituì la Provincia di Frosinone, successivamente formalizzata con il Regio decreto-legge del 2 gennaio 1927. «La Ciociaria è una terra ricca di storia, cultura, tradizioni e straordinarie energie umane», ha dichiarato Di Stefano, aggiungendo che la visita della premier potrebbe rappresentare un’occasione di confronto sulle prospettive economiche del territorio, a partire dalla situazione dello stabilimento Stellantis di Cassino e delle aziende dell’indotto.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.