Crociata contro i medici, complici di deportazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Continua la crociata contro il protocollo Italia-Albania. Questa volta, ad essere presi di mira sono i medici: le principali ONG che prestano soccorso in mare hanno messo a punto un appello per sabotare la categoria e, in particolare, coloro che operano in collaborazione con il governo, cioè Cisom, Usmaf e Oim. Tutte e tre le organizzazioni sanitarie che si occupano della cura dei migranti nelle varie fasi del protocollo sono state denunciate come "complici delle deportazioni in Albania".

Le ONG, che da tempo criticano l'accordo tra Italia e Albania per il trasferimento dei migranti in attesa di asilo, hanno trovato un nuovo bersaglio per demolire l'accordo e le politiche migratorie del governo: i medici, soprattutto quelli che collaborano con le autorità italiane e lavorano sulle navi governative. Accusati di essere complici dell'accordo con l'Albania e della "deportazione" dei migranti, i medici sono ora al centro di una campagna di discredito.

Secondo un sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24, il 49 per cento degli italiani non approva l'accordo sui migranti con l'Albania, malgrado le narrazioni promosse in questi mesi dal governo Meloni. Solo il 38 per cento degli intervistati giudica positiva l'iniziativa del governo.

Nel frattempo, a Faenza, le associazioni che compongono la rete Multiculturale Overall organizzano un incontro pubblico intitolato "Noi stiamo con i rifugiati" per discutere del modello italiano per la gestione dei migranti.

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