Referendum, la senatrice Floridia attacca FdI: “Fratelli di clientele?”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La campagna per il referendum sulla giustizia, in programma per domenica 22 e lunedì 23 marzo, si infiamma attorno a una bufera politica che ha origine in Basilicata, a Genzano di Lucania, e che vede come protagonista un deputato di Fratelli d’Italia. È intervenuta sulla questione, con dichiarazioni di fuoco, la senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia, la quale ha sollevato più di un interrogativo sulla gestione del partito di governo e, nello specifico, sui metodi che sarebbero impiegati per orientare il consenso elettorale in vista dell’appuntamento referendario.

“Più che Fratelli d’Italia, a questo punto viene da chiedersi se non si debba parlare di fratelli di clientele”, ha esordito la parlamentare pentastellata, raccogliendo e rilanciando le polemiche nate dalle frasi del collega di partito Aldo Mattia. Costui, nel corso di un incontro pubblico volto a sostenere il “Sì”, aveva invitato i presenti a far leva sulla propria rete di conoscenze personali, ricordando favori e legami parentali per convincere gli elettori indecisi. “Non ci credi? Fammi questo favore”, aveva esemplificato Mattia, simulando il dialogo con un potenziale elettore, per poi aggiungere senza giri di parole: “Utilizziamo anche questi mezzi. Perché dobbiamo vincere questa battaglia”.

L’affondo della senatrice Floridia, però, non si è limitato alla condanna delle parole del deputato, ma ha spostato il tiro sulla leadership del partito e, in particolare, sul silenzio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A distanza di oltre un giorno dalla diffusione del video in cui Mattia invocava il “solito sistema clientelare”, ha osservato Floridia, dalla presidente del Consiglio non è giunta alcuna presa di distanza, né una smentita, né tantomeno una condanna. Un silenzio che la senatrice del M5S ha definito assordante, se paragonato alla ben diversa reattività mostrata dalla premier su altre vicende di cronaca, anche di minor peso politico.

La domanda che Floridia ha lanciato pubblicamente è netta e punta al cuore della questione: “La questione è semplice: il problema è quello che è stato detto, o il fatto che sia stato detto ad alta voce?”. Con questa frase, la senatrice ha insinuato il dubbio che la pratica clientelare, più che un episodio isolato e maldestro, possa costituire una prassi consolidata all’interno di certe dinamiche di potere, divenuta imbarazzante solo nel momento in cui viene esplicitata pubblicamente senza infingimenti. Ha poi aggiunto, con una punta di ironia, che per farsi un’idea più chiara basterebbe “andare su Google e digitare le parole ‘FdI’ e ‘clientele'”, concludendo l’intervento con un sarcastico “Buona ricerca”, a significare che i collegamenti sarebbero facilmente documentabili.

Il caso Mattia e le reazioni a catena dell’opposizione

La vicenda, rimbalzata in poche ore su tutti i media nazionali, ha visto susseguirsi le critiche da parte delle opposizioni. Il deputato di Fratelli d’Italia, nel suo intervento, non si era limitato all’invito a usare il “sistema clientelare”, ma aveva anche rivolto un attacco personale alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, accompagnato da commenti sul suo aspetto fisico e sulla sua presunta ideologia, definendola “brutta” e “comunista”. Un passaggio, questo, che ha ulteriormente alimentato le polemiche e spinto il Partito Democratico, attraverso le parole del commissario regionale lucano Daniele Manca, a parlare di dichiarazioni “gravissime”, che evocano un modo di fare politica che si sperava archiviato.

L’invocazione del “clientelismo”, parola usata senza infingimenti da un parlamentare della Repubblica che ha giurato fedeltà alla Costituzione, ha scatenato l’ira anche di altre forze politiche. Il presidente del M5S Giuseppe Conte ha dichiarato che il partito di Meloni “va a caccia sui territori del peggior voto clientelare pur di far passare questa riforma”, chiedendo alla premier un intervento chiaro di ripudio delle dichiarazioni del suo deputato. Richiesta analoga è arrivata anche dai leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, mentre il segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati, Rocco Maruotti, aveva già commentato il video definendolo l’emblema di una “Costituzione barattata per chissà quale favore”.

Il silenzio di Meloni e il dibattito nel centrodestra

A fronte del coro di critiche e della richiesta pressante di una chiara presa di distanza, dalla presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia è arrivato, per il momento, solo il silenzio. La senatrice Floridia ha evidenziato come, quando si è trattato di commentare argomenti di cronaca o spettacolo, la reazione della premier sia stata tempestiva, mentre su una questione che tocca il cuore della correttezza del voto e del metodo politico, non vi sia stata alcuna replica ufficiale. Un’assenza che inizia a pesare nel dibattito politico, alimentando le speculazioni e le critiche delle opposizioni, che chiedono atti concreti e non solo parole di circostanza.

Il solo a intervenire in difesa, seppur cauta, del partito è stato il viceministro di FdI Edmondo Cirielli, il quale ha tagliato corto affermando che si valuterà il da farsi solo dopo aver verificato i fatti, senza per ora assumere una posizione definitiva. Intanto, il caso esploso in Basilicata rischia di offuscare la campagna referendaria del centrodestra, concentrando l’attenzione non tanto sulle ragioni della riforma, quanto sulle modalità con cui alcuni dei suoi sostenitori intenderebbero promuoverla. La domanda posta da Floridia rimane sospesa, in attesa di una risposta che potrebbe arrivare solo da Palazzo Chigi.

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