Gaza, l’esercito israeliano preme per l’invasione: «Evacuazione della città inevitabile»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’esercito israeliano, che attende ormai solo il via libera definitivo del premier Benjamin Netanyahu, ha ultimato i preparativi per l’offensiva su larga scala finalizzata all’occupazione della Striscia di Gaza. Il piano, la cui prima fase prevede il sistematico abbattimento dei palazzi mediante l’impiego di droni, si avvarrà dei 60mila riservisti richiamati, pronti a entrare in servizio a partire dal 2 settembre. A rafforzare il dispositivo operativo, è stata annunciata anche l’istituzione di un nuovo battaglione di genieri, il 607esimo Battaglione "Mapatz", interno alla Brigata Givati e già attivo in precedenti operazioni a Jabaliya.

Il capo di stato maggiore, generale Eyal Zamir, nel corso di una visita alle truppe schierate nel territorio, ha ribadito il «massimo impegno» in quella che ha definito una guerra su più fronti, il cui epicentro si concentra proprio nell’area metropolitana di Gaza City. Le forze di terra della 99ª Divisione, operanti alla periferia della città, hanno già condotto una serie di azioni mirate, colpendo infrastrutture di Hamas in superficie e nel sottosuolo e distruggendo, nelle ultime ventiquattr’ore, diversi posti di osservazione considerati una minaccia diretta.

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