Il debito pubblico tocca i 3.112 miliardi a gennaio, la crescita trainata dalle liquidità del Tesoro
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Redazione Economia
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Il nuovo anno si apre con un incremento del debito delle amministrazioni pubbliche, il quale, secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia nel suo ultimo bollettino statistico sulla finanza pubblica, ha fatto segnare a gennaio un aumento di 16,8 miliardi di euro rispetto alla chiusura del dicembre precedente. L'asticella si è così posizionata a quota 3.112,3 miliardi, un valore che riavvicina il parametro ai massimi storici toccati lo scorso ottobre, quando si era arrivati a sfiorare i 3.131 miliardi. A determinare questa risalita, spiega Palazzo Koch, è stata principalmente la dinamica delle disponibilità liquide del Tesoro, cresciute in modo significativo: parliamo di un incremento di 9,5 miliardi che ha portato il totale della liquidità a disposizione dello Stato a 61,9 miliardi. A questo si è aggiunto il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, che ha inciso per ulteriori 8 miliardi, mentre un effetto tecnicamente opposto, seppur di minore entità, è derivato dalla gestione degli scarti e dei premi su emissioni e rimborsi, dalla rivalutazione dei titoli legati all'inflazione e dalle oscillazioni dei tassi di cambio, fattori che insieme hanno ridotto il debito per circa 800 milioni di euro.
Il peso dei sottosettori e la stabilita' della vita media residua
Analizzando la composizione dell'indebitamento, si osserva come il peso maggiore dell'aumento sia da imputare alle Amministrazioni centrali, quelle che fanno capo direttamente allo Stato, le quali hanno visto crescere il proprio debito di 16,6 miliardi. Un contributo molto più contenuto, nell'ordine di 200 milioni di euro, è arrivato invece dalle Amministrazioni locali, mentre il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato. Un dato che gli analisti monitorano con attenzione, la vita media residua del debito pubblico, si è mantenuta stabile a 7,9 anni, segnalando una certa continuità nella scadenza delle passività statali e quindi una gestione del profilo temporale del debito che non ha subito scossoni nel primo mese dell'anno.
Investitori esteri in crescita, famiglie italiane in lieve calo
Parallelamente ai dati sul valore complessivo del debito, la Banca d'Italia ha fornito aggiornamenti, seppur con il consueto sfasamento temporale di un mese, sulla composizione della sua detenzione. A dicembre, ultimo periodo per cui queste informazioni sono disponibili, la quota di titoli di Stato in mano a investitori non residenti è salita al 34,4 per cento, segnando un incremento rispetto al 34,3 per cento di novembre. In termini assoluti, ciò significa che fondi, grandi banche e istituzioni finanziarie straniere detenevano a fine anno l'equivalente di circa 1.063 miliardi di euro del nostro debito. Parallelamente, ha proseguito la sua discesa la quota in possesso della Banca d'Italia, scesa al 18,3 per cento dal 18,5 per cento del mese precedente, un trend legato alle politiche di riduzione del bilancio dell'Eurosistema. Per quanto riguarda invece gli investitori domestici, e in particolare le famiglie e le imprese non finanziarie, la loro percentuale sul totale è leggermente diminuita, passando dal 14,5 al 14,4 per cento.
I numeri del fabbisogno e le omissioni tecniche sul gettito fiscale
Nel dettaglio delle voci che hanno composto l'aumento del debito, il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche per 8 miliardi rappresenta la differenza tra le entrate e le uscite effettivamente pagate nel corso del mese, un indicatore che misura la necessità di cassa del settore statale. Sul fronte delle entrate tributarie, tuttavia, il bollettino di gennaio presenta una particolarità: la Banca d'Italia ha infatti omesso il consueto raffronto con l'anno precedente. Una scelta, spiegano da via Nazionale, dettata da ragioni tecniche legate ad alcune disomogeneità nelle contabilizzazioni passate che renderebbero il confronto con gennaio 2025 poco significativo, una distorsione che si prevede verrà meno a partire dai dati di febbraio, quando sarà possibile ricostruire un quadro più coerente dell'andamento del gettito fiscale.
Description: Il debito pubblico italiano sale a 3.112,3 miliardi a gennaio 2026. Crescono le liquidità del Tesoro e la quota di titoli in mano agli investitori esteri.




