Air India 171, il comandante Sabharwal e i 29 secondi che hanno portato allo schianto

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nuovi, inquietanti dettagli emergono dalle indagini sul volo Air India 171, precipitato il 12 giugno scorso ad Ahmedabad con 260 persone a bordo. La ricostruzione degli investigatori, basata sui dati della scatola nera e sulle registrazioni in cabina di pilotaggio, dipinge una sequenza di eventi tanto rapida quanto agghiacciante: appena 29 secondi tra il momento in cui i motori furono spenti e l’impatto contro un edificio universitario.

A centrare i riflettori è il comportamento del comandante Sumeet Sabharwal, 47 anni, pilota esperto con oltre 15.000 ore di volo alle spalle. Secondo fonti citate dal “Corriere”, Sabharwal avrebbe “teso una trappola” al primo ufficiale, Anshul Gupta, consegnandogli i comandi con una frase che suona come un macabro presagio: “L’aereo è nelle tue mani”. Subito dopo, mentre Gupta – meno esperto, con appena 2.000 ore di volo – cercava di reagire alla situazione, Sabharwal avrebbe disattivato entrambi i motori, rendendo inevitabile la caduta.

Il filmato della cabina, ancora al vaglio degli inquirenti, mostra come tutto sia accaduto in un lasso di tempo brevissimo. Alle 13:38 e 42 secondi, il Boeing 787 perde potenza; alle 13:39 e 11 secondi, l’aereo si schianta al suolo. Non ci sono prove di un guasto tecnico, né di un malore tra i piloti. Le analisi finora condotte escludono anche un errore umano involontario, lasciando spazio a ipotesi più sinistre.

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