Strage Air India, il generatore di emergenza era attivo: dubbi sui motori del Boeing
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Redazione Esteri
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Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, gli investigatori stanno esaminando l’ipotesi che il generatore di emergenza del Boeing 787 Dreamliner fosse in funzione al momento dell’incidente, avvenuto il 12 giugno ad Ahmedabad. Se confermata, questa circostanza aprirebbe una nuova pista d’indagine, suggerendo che i motori potrebbero non aver funzionato correttamente durante il decollo. Fonti vicine alle indagini, citate dal quotidiano, hanno sottolineato che il guasto simultaneo di entrambi i propulsori – evento raro e tecnicamente complesso – potrebbe essere stato causato da un errore nel software di gestione, che avrebbe inviato un segnale anomalo ai sensori, innescando un’avaria elettrica.
Tra le vittime, solo un passeggero è sopravvissuto, Vishwash Kumar Ramesh, mentre oltre 270 persone hanno perso la vita. Tra chi ha assistito alla tragedia c’è Aryan Asari, un diciassettenne che, affacciato alla finestra di casa, stava filmando il velivolo senza immaginare che quell’innocuo gesto lo avrebbe reso testimone di un disastro. «Ho visto l’aereo scendere sempre più, vacillare e poi schiantarsi», ha raccontato il ragazzo, la cui passione per gli aerei si è trasformata in un trauma. Suo padre ha spiegato che da quel giorno Aryan evita di usare il telefono, come se quell’oggetto, legato al ricordo della tragedia, gli avesse rubato la serenità.
Le scatole nere, ancora in fase di analisi, potrebbero chiarire se la perdita di potenza sia stata davvero il fattore scatenante. Gli esperti interpellati hanno evidenziato che, in condizioni normali, un guasto a un motore non compromette il funzionamento dell’altro: il fatto che entrambi si siano spenti contemporaneamente lascia supporre un’anomalia sistemica. Se i motori avessero smesso di funzionare con un minimo scarto temporale, il pilota avrebbe potuto correggere la traiettoria, ma la simultaneità dell’evento ha reso inevitabile la caduta.




