Tragedia greca e sostanza: così i Thunder hanno scritto la storia
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Redazione Sport
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Quella tra Oklahoma City e Indiana è stata una serie finale che ha avuto tutto, persino il colpo di scena più crudele: l’infortunio di Tyrese Haliburton in gara-7, un episodio che ha aggiunto un tono drammatico a una sfida già di per sé epica. Flavio Tranquillo, commentando per Sky Sport, ha parlato di «tragedia greca», sottolineando però come il fato sia stato solo uno degli ingredienti di una partita che ha consacrato i Thunder.
A vincere, alla fine, è stata la squadra che ha dimostrato di avere più sostanza che forma. Oklahoma City, guidata da Mark Daigneault – definito da Rick Carlisle «uno dei grandi giovani coach dello sport professionistico» – ha chiuso la serie con un 103-91 che non lascia spazio a dubbi. Non è stato un trionfo annunciato, ma nemmeno casuale: i Thunder, da mesi, mostravano una solidità che pochi avevano colto appieno. E mentre i Pacers, reduce da una cavalcata straordinaria, si fermavano a un passo dal primo titolo della loro storia, dall’altra parte c’era una franchigia che finalmente metteva le mani sul trofeo dopo il trasferimento da Seattle.
Quello che resta, oltre al risultato, è una serie di immagini indelebili. L’intensità di Shai Gilgeous-Alexander, la grinta di Chet Holmgren, la classe di un Haliburton costretto a uscire troppo presto. E poi le parole di Carlisle, che ha saputo trasformare la delusione in orgoglio: «Un finale che fa male, ma sono fiero di questi ragazzi».




