Madre e figlia morte a Campobasso, cinque medici indagati mentre si affaccia l'ipotesi del veleno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un lutto improvviso e inspiegabile ha spezzato una famiglia a Campobasso, dove Antonella Di Ielsi, cinquant’anni, e sua figlia Sara Di Vita, appena quindici, sono morte nel giro di poche ore, tra sabato e domenica scorsi, dopo essere state ricoverate d’urgenza presso l’ospedale Cardarelli per quello che, in un primo momento, era apparso come un violento malore. Le condizioni delle due donne, caratterizzate da una rapida e devastante compromissione epatica, sono precipitate verso un’insufficienza multiorgano contro la quale i medici non hanno potuto nulla. Il padre e marito, invece, è rimasto stabile e non ha sviluppato sintomi gravi, un particolare che, unito al fatto che altri familiari presenti durante i pasti natalizi stiano bene, ha immediatamente orientato le indagini verso una possibile intossicazione domestica e ha portato la magistratura a interrogarsi sulle dinamiche dei soccorsi.

L’inchiesta della Squadra Mobile e il sequestro degli alimenti

Gli agenti della Squadra Mobile, su mandato della Procura, hanno già effettuato un nuovo sopralluogo nell’abitazione della famiglia, sequestrando gli alimenti consumati durante la cena della Vigilia di Natale, nella quale sarebbero state presenti una quindicina di persone. Il fatto che nessun altro commensale abbia manifestato disturbi di pari gravità rende l’evento ancor più misterioso e circoscritto, spingendo gli investigatori a concentrare le analisi su pietanze o ingredienti potenzialmente contaminati che potrebbero essere stati ingeriti solo dalle due vittime. Tra le ipotesi al vaglio, come ha sottolineato anche l’infettivologo Matteo Bassetti, c’è quella di un avvelenamento da rodenticida, un veleno per topi che, se accidentalmente mescolato a farine o altri alimenti secchi, può provocare un’epatite fulminante di straordinaria violenza. “Il quadro clinico, contraddistinto da una velocità di esordio impressionante” ha osservato lo specialista, “è molto simile a quello riscontrato in altri casi di intossicazione da topicida, il che potrebbe spiegare la tragica rapidità degli eventi”.

Il procedimento giudiziario e le posizioni dei sanitari

Parallelamente all’indagine tossicologica, il fascicolo aperto dalla Procura di Campobasso si è ampliato includendo, nel registro degli indagati, cinque operatori sanitari: tre medici del Cardarelli e due della guardia medica. Le ipotesi di reato per le quali sono iscritti, a vario Titolo, spaziano dall’omicidio colposo plurimo alle lesioni personali colpose, fino alla responsabilità in ambito sanitario, in relazione alla valutazione clinica e alle cure prestate ad Antonella e Sara nel corso del loro ricovero. L’atto, che rappresenta un passaggio dovuto per far luce su eventuali profili di responsabilità, non implica in questa fase alcuna determinazione di colpa, ma segnala la necessità di accertare se il protocollo diagnostico-terapeutico seguito sia stato il più appropriato dinanzi a un quadro così acuto e insolito.

In attesa degli esiti delle autopsie

Mercoledì sono in programma le autopsie sui corpi delle due donne, esami cruciali che potrebbero fornire risposte definitive sulla causa della morte e confermare o meno la presenza di sostanze tossiche specifiche. Quel che è certo, al momento, è che la tragedia ha lasciato un vuoto incolmabile e una serie di interrogativi ai quali solo le indagini, sia quelle di polizia sia quelle mediche, potranno dare una risposta. La famiglia, intanto, attende di capire quale invisibile nemico abbia colpito due delle sue componenti, in un dramma che ha sconvolto non solo i parenti ma l’intera città.

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