Ponte sul Trigno, crollo parziale e auto inghiottita: le ricerche del disperso non si fermano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le squadre dei vigili del fuoco, coadiuvate da sommozzatori e personale specializzato, continuano a setacciare il letto del fiume Trigno, dove giovedì scorso una porzione del ponte sulla statale 16 è improvvisamente crollata. A Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso, l’attenzione si concentra ormai esclusivamente su un uomo di cui, dopo ore di angoscia, non si hanno più notizie: la sua automobile – secondo una ricostruzione che gli inquirenti ritengono ormai certa – sarebbe stata trascinata via dalla piena, proprio nel momento in cui il manufatto si è spezzato scivolando di sotto. A non lasciare dubbi, in tal senso, sono alcuni filmati acquisiti nelle ore successive alla tragedia e le testimonianze raccolte tra chi, purtroppo, ha assistito alla scena.

Il dolore della famiglia e le ultime parole della moglie

Vanessa Racanati, moglie del disperso, racconta con voce rotta dall’emozione che il marito «è andato via giovedì mattina, io ancora dormivo e non ho potuto neppure salutarlo». Domenico, questo il suo nome, aveva programmato di raggiungere Ortona per avviare una piccola attività legata alla pesca: «Un progetto concreto – spiega la donna – aveva le reti già caricate in auto». Nessuno, tra i familiari, immaginava che quel viaggio si sarebbe trasformato in un incubo. Le ricerche, che procedono senza sosta, non hanno ancora restituito né l’uomo né il veicolo, eppure la certezza dei magistrati è ormai granitica: l’auto è finita dentro il fiume in piena.

Un cantiere durato mesi e un divieto di transito disatteso?

Sul ponte, va ricordato, erano in corso lavori da mesi: l’Anas, nel frattempo, ha fatto sapere che esisteva un divieto di passaggio, circostanza che potrebbe rivelarsi decisiva per comprendere le dinamiche del cedimento. Il viadotto – che collegava due tratti fondamentali della costa adriatica – si è letteralmente spezzato, con una parte della carreggiata scivolata a valle sotto la spinta della corrente. Dalla sera del 31 marzo, complessivamente, i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 1.800 interventi per il maltempo: 826 in Abruzzo, 633 in Puglia e 348 in Molise. Numeri che restituiscono, seppur in parte, la violenza delle precipitazioni.

La viabilità torna a respirare, ma resta il nodo della sicurezza

Una buona notizia, per chi deve spostarsi tra Molise e Abruzzo, arriva dalla provinciale 55: il ponte sul Trigno che collega Montenero di Bisaccia a San Salvo è stato infatti riaperto. Si tratta di un passaggio decisivo, perché il crollo del viadotto sulla statale 16 aveva costretto gli automobilisti a due sole alternative – l’autostrada A14 o un lungo giro attraverso l’entroterra passando per Mafalda – con evidenti ripercussioni sui tempi di percorrenza. La riapertura, tuttavia, non cancella l’emergenza: gli operatori continuano a scandagliare il fiume, metro dopo metro, mentre la procura ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità legate ai lavori e alla segnaletica. In Sicilia, intanto, una vicenda del tutto diversa ma altrettanto drammatica: 32 turisti sono stati tratti in salvo sui monti Nebrodi, bloccati dal maltempo.

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