Il Kazakistan rivendica un ruolo nell'accordo Armenia-Azerbaigian, mentre Trump celebra la "pace storica"
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Redazione Esteri
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Il Kazakistan ha definito "risultato storico" l’intesa siglata tra Armenia e Azerbaigian nella notte a Washington, sottolineando il proprio contributo nel processo di mediazione. Ruslan Zheldibay, portavoce ufficiale, ha citato le parole del presidente Kassym-Jomart Tokayev, che ha accolto con soddisfazione l’accordo raggiunto sotto l’egida degli Stati Uniti. Un traguardo che, sebbene non rappresenti un trattato di pace formale, segna una svolta dopo trentacinque anni di tensioni, come ha ricordato Donald Trump annunciando la firma tra Ilham Aliyev e Nikol Pashinyan.
Dietro le dichiarazioni trionfali, però, si intravedono equilibri geopolitici più complessi. Quello che il presidente degli Stati Uniti non ha esplicitato è il vantaggio strategico per Washington in una regione chiave per le rotte energetiche. L’introduzione del cosiddetto "Trump Route for International Peace and Prosperity", un corridoio di transito destinato a collegare i due Paesi, potrebbe alterare gli assetti di potere nel Caucaso, dove l’influenza russa appare in declino. Non a caso, l’Iran ha già espresso riserve, minacciando di bloccare l’iniziativa per timore di ingerenze esterne ai suoi confini.




