Fausto Zanardelli, dalla fine dei Coma Cose al singolo solista: "A tanto così" segna il rinascimento artistico

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A poco meno di tre mesi dall'annuncio che ha sancito la fine artistica e sentimentale del duo, Fausto Zanardelli riemerge sulla scena musicale con un'identità nuova e un brano che, nato spontaneamente durante un ritiro creativo tra le colline piemontesi, segna l'inizio di un capitolo profondamente personale. L'artista, che il pubblico ha conosciuto per oltre un decennio come una metà dei Coma Cose, sceglie di presentarsi ora come Fausto Lama, riappropriandosi di quelle "Visioni del mondo" che caratterizzano il suo percorso solista. La rottura con Francesca Mesiano, in arte California, non viene vissuta come una cancellazione del passato ma, piuttosto, come la base per una trasformazione necessaria, un motore d'introspezione che alimenta la nuova produzione.

Il peso di un equilibrio delicato

In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Zanardelli ha affrontato con lucidità i termini di una separazione che ha colpito profondamente i sostenitori del gruppo, spiegando come i Coma Cose non rappresentassero esclusivamente un progetto musicale di successo. Quell'esperienza, che ha intrecciato per dieci anni vita sentimentale e lavoro artistico, costituiva infatti un equilibrio delicatissimo, il cui mantenimento si è rivelato alla fine insostenibile. "Mischiare amore e musica è pericolosissimo", ha dichiarato il cantautore, offrendo una chiave di lettura asciutta e disincantata di quanto accaduto, senza indugiare in recriminazioni ma fissando con precisione i confini di ciò che, inevitabilmente, si è consumato.

La genesi di un nuovo suono

Il singolo "A tanto così" si colloca dunque come il primo tassello di questo rinascimento, un brano che nasce dalla volontà di sperimentare una libertà compositiva totale, svincolata dai meccanismi di un progetto a quattro mani. Fausto Lama, polistrumentista e produttore, costruisce qui un'atmosfera intima e riflessiva, distante dai ritmi che avevano caratterizzato alcune delle hit del duo, pur senza rinnegare la sua storia. Il testo, come l'intera operazione, sembra voler tirare le somme di un periodo intenso per guardare avanti, accettando la fine come parte di un ciclo naturale che, in qualche modo, prepara il terreno a espressioni ancora inedite.

Un futuro aperto, ma su binari separati

Sebbene non venga esclusa in via definitiva la possibilità di un ritorno dei Coma Cose in futuro, l'attenzione di Zanardelli è ora interamente concentrata su questo cammino solista, da lui percepito come una necessità artistica impellente. La scelta del nuovo nome d'arte non è un semplice espediente, bensì l'emblema di una riconquista della propria individualità creativa, dopo anni in cui l'identità professionale era fusa con quella di coppia. In questo senso, il progetto Fausto Lama si propone non come una semplice continuazione, ma come un vero e nuovo inizio, che dalle ceneri di un'esperienza conclusa trae l'energia per una voce più autentica e scoperta.

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