Leone XIV ad Acerra: “Non più fuoco che distrugge, ma il fuoco dello Spirito”
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Redazione Interno
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Solo pochi giorni dopo la tappa napoletana, il Pontefice ha fatto ritorno in Campania, stavolta per atterrare – esattamente alle 8.45 di questa mattina – nel campo sportivo “Arcoleo” di Acerra, cuore pulsante di quella vasta area a cavallo tra Napoli e Caserta tristemente nota come “Terra dei Fuochi”. Ad attenderlo, subito dopo l’elicottero, una delegazione istituzionale che includeva il vescovo Antonio Di Donna, il presidente della Regione Roberto Fico e il primo cittadino Tito d’Errico, oltre a un gruppo di bambini e ragazzi del centro diurno della Caritas diocesana; una presenza, quest’ultima, che ha voluto simboleggiare la speranza nonostante un’emergenza ambientale e sanitaria tra le più gravi del Paese. La visita, programmata alla vigilia di Pentecoste, si è articolata in due momenti distinti ma complementari: quello in cattedrale, più intimo ed ecclesiale, e quello in piazza Calipari, dove il Papa si è affacciato idealmente all’intera società civile. A fare da trait d’union tra la denuncia e la profezia, le parole del Vescovo di Roma, il quale ha scelto di non risparmiare richiami duri contro l’indifferenza e la criminalità organizzata, parlando chiaramente di “un concentrato mortale di oscuri interessi” che ha avvelenato l’ambiente prima ancora dei corpi.
L’incontro con il dolore: “Sono venuto a raccogliere le vostre lacrime”
Il primo atto della giornata è stato forse anche il più toccante: all’interno della Cattedrale di Santa Maria Assunta, Papa Leone XIV ha incontrato i familiari delle vittime dell’inquinamento, quelle stesse persone che da anni – come emerge dalle cronache locali – chiedono giustizia per i propri cari uccisi da patologie肿瘤 che in questi territori hanno tassi di incidenza molto più alti della media nazionale. In quella assemblea, dove qualcuno mostrava foto sbiadite di bambini e giovani scomparsi troppo presto, il Pontefice ha ascoltato i racconti di chi combatte ancora contro il cancro a causa dello smaltimento illecito di rifiuti tossici, un racket multimiliardario che qui ha trovato terreno fertile per decenni. “Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care”, ha detto Leone XIV, aggiungendo che quelle morti sono state causate “da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Nel suo discorso, un richiamo preciso all’enciclica Laudato si’ e alla figura di papa Francesco, che tanto aveva desiderato visitare questa terra senza mai riuscirci; un desiderio, questo, che oggi Leone XIV ha voluto esaudire quasi come un atto dovuto verso la memoria del suo predecessore.
Un gesto spontaneo: la sosta per la pizza tra la folla
Una volta concluso l’incontro in duomo, il corteo papale si è spostato a bordo della papamobile per attraversare le vie del centro cittadino, letteralmente prese d’assalto da una folla che, secondo le stime, avrebbe superato le quindicimila unità. Ed è stato proprio durante questo passaggio tra la gente che si è verificato un episodio di grande spontaneità, che ha spezzato la tensione emotiva della mattinata: il Papa ha fermato la macchina per ricevere in dono una pizza, riproponendo un copione già visto durante la recente visita a Napoli. Il gesto, raccolto dai fotografi di Vatican Media, ha mostrato un pontefice sorridente e disposto a lasciarsi raggiungere dai gesti di affetto popolare, in netto contrasto con la durezza delle parole spese poco prima contro gli avvelenatori della terra. “Un’emozione unica”, hanno commentato i titolari della pizzeria, che insieme al tipico prodotto campano hanno donato al Santo Padre anche un vassoio di sfogliatelle, un’altra delle eccellenze gastronomiche della regione.
L’omelia laica in piazza: “Il bene comune prima degli interessi di pochi”
È stata però piazza Calipari – gremita da sindaci di oltre novanta comuni e da una marea di fedeli accorsi anche dai centri limitrofi – a ospitare il cuore politico e civile del messaggio di Leone XIV. Davanti a un mare di bandiere e striscioni, il Papa ha pronunciato quella che a tutti gli effetti è parsa una sorta di omelia laica: “Sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra e l’intero Pianeta”, ha affermato, sottolineando la necessità di allargare quel “patto educativo e sociale” capace di contrastare le alleanze criminali. Non meno incisivo è stato il passaggio in cui ha esortato a superare l’indifferenza e il fatalismo, due atteggiamenti che – a suo dire – rappresentano il “terreno di coltura dell’illegalità”. “Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano”, ha tuonato il Pontefice, ricevendo un lungo applauso da una platea che in quelle parole ha riconosciuto la rilegittimazione della propria lotta quotidiana contro chi ha sporcato la Campania felix.




