Stellantis prova a ricucire con i fornitori: nasce il nuovo Europe Supplier Advisory Council
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Redazione Economia
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Basta con la politica dei tagli lineari e dei rapporti logorati dal sospetto, o almeno questa è la direzione che Stellantis intende intraprendere. Il gruppo automobilistico ha annunciato la nascita dello Stellantis Europe Supplier Advisory Council, un organismo che, nelle intenzioni della nuova governance, dovrebbe segnare una netta inversione di tendenza rispetto alla gestione dell’era Tavares. Si tratta di un forum strategico, istituito per la prima volta in Europa, che mira a ricostruire un dialogo stabile e trasparente con la filiera, un tentativo di trasformare quella che era diventata una relazione di pura pressione sui costi in una partnership industriale vera e propria.
Un tavolo per sanare le ferite della vecchia gestione
La creazione del consiglio non è un atto isolato, ma si inserisce in un contesto preciso: quello di un’eredità difficile lasciata dall’ex amministratore delegato Carlos Tavares. La sua gestione, incentrata su una ferrea riduzione dei costi, aveva messo a dura prova i rapporti con i fornitori, costretti a subire pressioni al ribasso e, secondo alcune ricostruzioni, a subire persino un “diktat” informale che spingeva a delocalizzare la produzione in aree a basso costo, mettendo in ginocchio l’indotto italiano ed europeo. Con il nuovo corso, l’azienda sceglie un approccio opposto: il dialogo.
Il consiglio riunisce i vertici regionali di Stellantis per le principali funzioni industriali e 26 partner fornitori, selezionati per rappresentare un ampio spettro di tecnologie, commodity e competenze del settore automotive europeo. L’obiettivo dichiarato è quello di individuare le sfide comuni, definire le priorità operative e generare risultati concreti – quelli che i vertici aziendali definiscono “win-win” – per rafforzare competitività, innovazione e performance industriale. Non si tratta di un comitato puramente formale: sono previste tre sessioni nel corso del 2026, ciascuna della durata di un giorno e mezzo, durante le quali si lavorerà fianco a fianco.
I nodi da sciogliere e il coinvolgimento delle associazioni
A dare peso all’iniziativa, oltre ai numeri, c’è anche la partecipazione attiva delle principali associazioni europee dei fornitori, come l’italiana ANFIA e la francese FIEV. La loro presenza, d’altronde, serve a garantire che la voce della filiera non rimanga inascoltata, un problema che sotto la precedente amministrazione era diventato endemico. Jean-Louis Pech, presidente di FIEV, ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti “un’opportunità preziosa per arricchire il dialogo”, mentre Marco Stella di ANFIA ha ricordato la necessità di affrontare uniti le sfide regolatorie dell’Unione Europea, in un momento di debolezza del mercato e di concorrenza sempre più agguerrita.
I temi sul tavolo, in effetti, sono pesanti: si parlerà di pianificazione produttiva, di impatti normativi e di costi, ma anche di innovazione tecnologica e di resilienza della supply chain. Emanuele Cappellano, COO di Stellantis Europa, ha definito la nascita del Council “una tappa fondamentale” per costruire le basi di una crescita sostenibile sul continente, un concetto ribadito anche da Stephane Dubs, responsabile Acquisti e Qualità Fornitori per l’Europa, che ha parlato esplicitamente di lavorare “con trasparenza e rispetto” per co-creare soluzioni vantaggiose per entrambe le parti.
Dalla pressione sui costi alla ricerca di stabilità industriale
L’avvio di questo nuovo organismo rappresenta dunque un cambio di passo evidente. Se fino a pochi mesi fa i fornitori descrivevano un rapporto caratterizzato da rigidità e ordini azzerati verso i Paesi considerati “ad alto costo” (come Italia, Francia e Germania), oggi Stellantis sembra voler ribaltare la prospettiva, cercando di consolidare partnership di lungo periodo. L’obiettivo è affrontare insieme le trasformazioni che stanno sconvolgendo l’automotive europeo, dalla transizione tecnologica alla volatilità delle materie prime, senza però ricadere nella logica del mero contenimento dei costi che aveva caratterizzato il recente passato.




