Gaza, leader di milizia anti-Hamas ucciso in faide tra clan
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Redazione Esteri
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Yasser Abu Shabab, una figura chiave e opaca del complesso mosaico di potere nella Striscia di Gaza, è morto in un ospedale israeliano dopo essere stato ferito in uno scontro armato, il quale, secondo quanto riferito da fonti di sicurezza, si è consumato all'interno del groviglio di rivalità tra fazioni palestinesi. Il leader delle cosiddette "Forze popolari", la cui milizia si era contrapposta al dominio di Hamas collaborando di fatto con le forze di Tel Aviv, è stato trasferito d'urgenza al Soroka Medical Center ma non ce l'ha fatta a sopravvivere. La sua fine, giunta in circostanze non ancora del tutto chiarite, getta un'ombra ulteriore sulla già tesa situazione interna ai territori, dove gli equilibri di forza sono precari e spesso sanguinosi.
Un passato controverso e le accuse di saccheggio
La parabola di Abu Shabab, che lo aveva portato a essere definito uno degli uomini più controversi di Gaza, era costellata di alleanze mutevoli e pratiche spregiudicate. Emerso negli ultimi mesi come principale antagonista armato del gruppo che governa la Striscia, il suo nome era stato in precedenza collegato, da documentazioni risalenti, a miliziani affiliati allo Stato Islamico nella penisola del Sinai, un retaggio che ne accresceva l'alone di ambiguità. Recenti indagini giornalistiche, inoltre, avevano sollevato pesanti accuse sulla sua condotta, sostenendo che, sotto la copertura del suo ruolo, saccheggiasse sistematicamente i convogli di aiuti umanitari diretti alla popolazione civile stremata, deviando beni essenziali per i propri fini.
Il contesto di violenze e la richiesta di indagini Onu
L'episodio che ha portato alla morte del capo miliziano si inserisce in un quadro di violenza più ampio e devastante, che continua a mietere vittime tra i civili. In un attacco separato, avvenuto in un campo profughi a sud di Gaza, sono rimasti uccisi almeno sei palestinesi, tra i quali due bambini. Questi ultimi, secondo quanto ricostruito, stavano raccogliendo legna quando sono stati colpiti. Il portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric, definendo "orribile" la notizia, ha sollecitato con forza l'apertura di un'inchiesta indipendente e approfondita sull'accaduto, sottolineando la necessità di accertare le responsabilità per la morte dei minori.
Gli sviluppi di una guerra dentro la guerra
La scomparsa di Abu Shabab, quindi, non rappresenta soltanto l'epilogo di una faida tra clan ma un potenziale punto di svolta negli assetti del conflitto sotterraneo che infiamma Gaza. La sua milizia, che aveva trovato un inedito e pragmatico alleato in Israele nella lotta contro Hamas, resta ora senza la guida che ne aveva plasmato l'agire, spesso al confine tra l'opposizione politica e la criminalità comune. Questi sviluppi, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è di nuovo alla Casa Bianca, aggiungono un ulteriore strato di complessità a uno scenario già di per sé ingestibile, dove le logiche di potere locale si intrecciano con gli interessi regionali in un gioco pericoloso i cui veri contorni faticano a emergere nella loro interezza.




