Zelensky accusa Mosca dopo il massacro di Kryvyi Rih: "Uccidono bambini, il silenzio è pericoloso"
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Redazione Esteri
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Mentre la guerra in Ucraina raggiunge il suo 1.138esimo giorno, un nuovo attacco russo sulla città di Kryvyi Rih, luogo natale del presidente Volodymyr Zelensky, ha provocato una strage che ha scosso il Paese e oltre. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 19 vittime, tra cui sei bambini, e più di 60 feriti, molti dei quali minori. Le immagini diffuse dai soccorritori mostrano ciò che resta del parco giochi colpito dai missili: corpi senza vita, urla strazianti, un’ennesima scena di ormai consueta brutalità.
Zelensky, in un post su X, ha espresso sdegno non solo per l’azione russa, ma anche per quella che definisce una reazione "debole" da parte degli Stati Uniti, giudicata "spiacevolmente sorprendente". "Molti nel mondo hanno condannato questo attacco, dimostrando di non voler chiudere gli occhi di fronte al terrore russo", ha scritto il leader ucraino, sottolineando però come "rimanere in silenzio di fronte a chi uccide i bambini con missili balistici sia sbagliato e pericoloso". Un riferimento chiaro alla dichiarazione del ministero della Difesa di Mosca, che ha definito l’operazione "un attacco di precisione", nonostante le prove schiaccianti del massacro di civili.
Intanto, la tensione si inasprisce anche sul fronte dei droni. Nella notte, le forze ucraine hanno lanciato 49 velivoli senza pilota sul territorio russo, colpendo, secondo Kiev, l’impianto Promsintez a Chapayevsk, uno dei principali produttori di esplosivi industriali. Fonti locali parlano di almeno 20 esplosioni e diversi incendi, mentre Mosca conferma l’intercettazione degli apparecchi senza fornire dettagli sui danni.




