Israele accusato di genocidio da rapporto Onu mentre i carri armati invadono Gaza City

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i carri armati israeliani, nella notte tra lunedì e martedì, penetravano nel cuore di Gaza City dopo una serie di bombardamenti a tappeto condotti con artiglieria, droni e aviazione, un rapporto indipendente delle Nazioni Unite ha per la prima volta accusato ufficialmente Israele di commettere il crimine di genocidio nella Striscia di Gaza. L’avanzata militare, che segna una nuova fase critica dell’offensiva di terra, è giunta in una concomitanza temporale che non può passare inosservata, amplificando le reazioni alla gravità delle conclusioni presentate dal panel internazionale.

Il documento, intitolato "Analisi legale della condotta di Israele a Gaza ai sensi della Convenzione sul genocidio", è stato redatto dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite e presentato al Consiglio per i diritti umani. Esso sostiene, con un’analisi che copre il periodo dal 7 ottobre 2023 al 31 luglio 2025, che le autorità israeliane non solo hanno commesso atti di genocidio, ma intendevano deliberatamente "uccidere il maggior numero possibile di palestinesi", perseguendo questo obiettivo anche attraverso metodiche mirate alla "distruzione della loro capacità riproduttiva".

L’offensiva su Gaza City, che ha causato secondo le prime informazioni almeno 35 vittime nei nuovi bombardamenti, appare dunque come la continuazione di una strategia che il rapporto Onu descrive come sistematica e finalizzata allo sterminio. Le operazioni militari, che procedono nonostante le accuse, violano palesemente i cardini del diritto internazionale e i valori umani fondamentali, ponendo la comunità globale di fronte a una responsabilità storica e inderogabile.

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