Meloni invita istituzioni e opposizione a messa per le vittime di Crans-Montana
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Redazione Interno
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Una chiamata alla raccolta, che oltrepassa i confini della politica per abbracciare quelli di un lutto nazionale, è stata formulata dalla premier Giorgia Meloni. Venerdì pomeriggio, alle 16.30, nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso a Roma, si celebrerà una messa in memoria delle giovani vite spezzatesi nella sciagura di Crans-Montana; una funzione alla quale la presidente del Consiglio ha personalmente convocato, con un invito scritto, i leader di tutti i partiti parlamentari, da Elly Schlein a Giuseppe Conte, includendo anche Carlo Calenda, Riccardo Magi e Matteo Renzi, mentre ai ministri e alle alte cariche dello Stato è giunto un più informale messaggio. L’intento, come riferito da fonti parlamentari di maggioranza citate da diversi quotidiani, è quello di creare un momento unificante di fronte al cordoglio che stringe le famiglie colpite, un gesto che ha già toccato alcuni dei parenti, come la madre di Giovanni Tamburi, la quale ha espresso commozione per la telefonata ricevuta direttamente dalla premier.
Un invito formale esteso al Quirinale
Oltre alla sfera politica, l’invito è stato esteso in via formale anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale, come il presidente degli Stati Uniti Trump e il presidente francese Macron, era stato sollecitato a partecipare alle commemorazioni in Svizzera. La scelta di organizzare una funzione nella capitale, dunque, si configura come una commemorazione istituzionale di prossimità, che raduna le massime cariche dello Stato attorno a un episodio di cronaca nera i cui sviluppi giudiziari sono ancora al centro di inchieste approfondite. La celebrazione sarà officiata dal cardinale Reina, in un luogo simbolo del centro di Roma, a sottolineare il carattere di evento nazionale voluto dal governo.
La genesi di un gesto istituzionale
L’idea, anticipata da alcune testate, è maturata nell’ufficio della premier come risposta alla necessità di offrire uno spazio di raccoglimento collettivo, dopo che la tragedia ha scosso l’opinione pubblica. La rapidità con cui gli inviti sono stati recapitati – ieri ai capipartito – evidenzia la volontà di dare una risposta immediata, seppur cerimoniale, a un dolore che ha travalicato i confini nazionali. Non si tratta, perciò, di un semplice atto di circostanza, ma di un preciso disegno volto a stringere le istituzioni attorno alle vittime, in un frangente dove la divisione politica cede il passo a un sentimento condiviso di partecipazione al lutto.
Il contesto di una tragedia senza confini
La sciagura di Crans-Montana, che ha causato la morte di diversi giovani, rimane al centro delle cronache non solo per la sua drammaticità, ma anche per le indagini che ne stanno ricostruendo la dinamica, condotte con riserbo e rispetto per le famiglie coinvolte. La decisione di tenere la messa a Roma, parallelamente agli inviti internazionali rivolti a capi di Stato, delinea una doppia traiettoria commemorativa: una, più intima e nazionale, nella basilica romana; l’altra, internazionale, sul luogo della tragedia. Questo duplice percorso riflette la complessità di un evento che ha colpito profondamente il paese, chiamando a un dovere di presenza e di ricordo anche chi, nelle istituzioni, ha responsabilità di rappresentanza.




