Engelberg, cade una cabina della funivia per il vento: una donna di 61 anni perde la vita sulla neve
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Redazione Esteri
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Una giornata sugli sci trasformata in tragedia, quella che ha sconvolto ieri il comprensorio del Titlis, a Engelberg, nel cantone di Obwalden. Poco prima delle undici, una cabina dell’ovovia Titlis Xpress, che collega la stazione intermedia di Trübsee a Stand, si è staccata dal cavo portante precipitando per decine di metri lungo il pendio innevato. Un volo terribile, documentato da alcuni video amatoriali che hanno iniziato a circolare sui media svizzeri, che mostra la vasca ribaltarsi più volte prima di arrestare la sua corsa contro un cespuglio. All’interno, in quel momento, viaggiava una sola persona, una sciatrice svizzera di 61 anni, residente nella regione, che è deceduta poco dopo a causa delle gravissime ferite riportate nonostante i disperati tentativi di rianimazione da parte dei soccorritori.
La dinamica dell’incidente è al centro di un’inchiesta coordinata dalla procura generale, con gli inquirenti chiamati a chiarire i motivi per cui l’impianto fosse in funzione nonostante le condizioni meteorologiche avverse. Nella zona, infatti, si registravano raffiche di vento che, secondo i dati forniti da MeteoSvizzera, hanno raggiunto picchi fino a 130 chilometri orari nelle aree più esposte, ben oltre la soglia di sicurezza che normalmente impone la chiusura degli impianti. Lo stesso amministratore delegato della Titlis-Bahnen, Norbert Patt, nel corso di una conferenza stampa ha confermato l’esistenza di protocolli rigorosi: un allarme scatta già a 40 chilometri orari, mentre a 60 l’esercizio deve essere obbligatoriamente interrotto. Un enigma, questo, che gli investigatori dovranno risolvere analizzando i dati tecnici e le registrazioni delle telecamere, come promesso dalla società di gestione che ha parlato di un evento “straordinario” e di un impianto, inaugurato nel 2015 e prodotto dalla Garaventa, considerato all’avanguardia e regolarmente revisionato lo scorso settembre.
Lo choc dei testimoni e le operazioni di soccorso
Decine di sciatori presenti sulle piste hanno assistito alla scena, rimanendo impietriti. Un testimone ha raccontato ai portali locali di aver visto la cabina oscillare pericolosamente a causa del vento, fino a quando “c’è stato uno strappo, il cavo si è mosso e la cabina è precipitata”. Tra questi, anche una ragazza di 14 anni in gita scolastica, che ha riferito ai giornali elvetici lo shock provato e la paura, poi, di dover riscendere a valle con le stesse funivie. Immediato l’intervento dei soccorsi, con l’elicottero della Rega e diverse squadre di ambulanza e polizia che si sono precipitate sul luogo, reso difficilmente accessibile proprio dall’impervia conformazione del territorio e dalle avverse condizioni climatiche. I sanitari hanno a lungo provato a stabilizzare la vittima, una donna di 61 anni, ma per lei non c’è stato nulla da fare.
L’evacuazione a catena e i primi interrogativi
A seguito dello schianto, l’intera linea della funivia è stata immediatamente bloccata, lasciando sospese nelle loro cabine tra le 100 e le 200 persone. Una complessa operazione di evacuazione è stata messa in atto dai tecnici degli impianti e dai soccorritori alpini, durata diverse ore e conclusasi solo nel primo pomeriggio, riportando a terra tutti i passeggeri rimasti in quota. Mentre la procura ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità, l’interrogativo principale rimane quello relativo alla scelta di tenere aperto un impianto in condizioni di vento così estremo, una decisione che ora la magistratura dovrà vagliare con attenzione, soppesando i protocolli di sicurezza e le decisioni operative della dirigenza della società funiviaria.




