Precipita una cabina della funivia a Engelberg: la vittima è una sciatrice svizzera di 61 anni. Giallo sulla gestione dell'impianto con il vento a 130 all'ora

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il dramma si è consumato in pochi, interminabili secondi, sotto gli occhi di decine di sciatori che, nonostante le raffiche di favonio che sferzavano il versante del monte Titlis, avevano deciso di affrontare ugualmente la giornata sulle piste. Una cabina della telecabina Titlis Xpress, una di quelle a otto posti che compongono la linea che collega Trübsee a Stand, si è staccata dal cavo trainante poco dopo le undici di mercoledì, precipitando per decine di metri e rotolando violentemente lungo il pendio innevato prima di arrestare la sua corsa in un burrone. All'interno, sola, viaggiava una sciatrice di sessantun anni, cittadina svizzera residente nel canton Nidvaldo. Per lei, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori che ne hanno tentato a lungo la rianimazione sul posto, non c'è stato nulla da fare: le ferite riportate nell'impatto, e probabilmente nello sbalzo all'esterno della vettura durante il tragitto, si sono rivelate letali.

A gettare un'ombra lunga e fitta sulla dinamica della sciagura, che ha visto la cabinovia – un impianto relativamente recente, entrato in funzione nel 2015 – letteralmente strapparsi dal cavo, è il contesto meteorologico in cui questa è avvenuta. Le stazioni di rilevamento del servizio meteorologico svizzero, MeteoSvizzera, avevano infatti segnalato per l'intera mattinata raffiche di vento violentissime, con picchi che hanno toccato e superato gli 80 chilometri orari a valle, arrivando a punte di 130 chilometri orari sulle creste più esposte, proprio come quelle solcate dall'impanto. Un dato, questo, che ha spinto le autorità a coordinare un'inchiesta, affidata alla polizia cantonale di Nidvaldo e alla procura generale, per chiarire un punto cruciale: perché l'infrastruttura era ancora in funzione nonostante le condizioni proibitive?

Il limite di sicurezza fissato a 60 chilometri orari e la scelta di tenere le cabine in moto

La domanda, semplice nella sua formulazione, è al centro dell'indagine che dovrà stabilire eventuali profili di responsabilità. Le stesse linee guida per l'esercizio degli impianti a fune, come confermato dai vertici della società di gestione Titlisbahnen, sono piuttosto chiare al riguardo: quando la velocità del vento raggiunge i 40 chilometri orari scatta un allarme, mentre la soglia dei 60 rappresenta il limite invalicabile oltre il quale il servizio deve essere obbligatoriamente interrotto per ragioni di sicurezza. I dati diffusi nelle ore successive raccontano di un quadro completamente diverso, con valori ben superiori a quella soglia. E non solo: diverse piste del comprensorio, stando a testimonianze raccolte dalla stampa elvetica, erano state già chiuse a causa del maltempo, e una gara di sci in programma era stata annullata in anticipo proprio per l'impraticabilità delle condizioni. Il contrasto tra queste precauzioni, prese per garantire l'incolumità degli sciatori in pista, e la decisione di lasciare in movimento le cabine della Titlis Express appare stridente.

Il nodo centrale, per gli inquirenti, diventa quindi duplice: da un lato, comprendere se il personale tecnico addetto al monitoraggio avesse effettivamente rilevato l'intensità delle raffiche e, in caso affermativo, per quale motivo non abbia azionato la procedura di arresto; dall'altro, verificare se l'improvvisa e violentissima raffica che ha causato lo strappo – quella descritta dai testimoni oculari come una "strattonata" improvvisa al cavo – possa aver rappresentato un evento talmente repentino e di picco da non lasciare margine di manovra, superando in un attimo i parametri di sicurezza pur in presenza di un monitoraggio attivo. L'amministratore delegato della società, Norbert Patt, pur esprimendo sconcerto per un evento definito "straordinario" e assicurando piena collaborazione, ha evitato di fornire risposte immediate, limitandosi a garantire che verranno messi a disposizione tutti i dati tecnici e le registrazioni delle telecamere.

La disperata corsa contro il tempo dei soccorritori e il blocco delle altre cabine

L'allarme, scattato immediatamente dopo la caduta, ha mobilitato un imponente dispositivo di soccorso. Sul posto sono intervenuti i sanitari del servizio ambulanza, diverse pattuglie della polizia e i mezzi della Rega, il servizio di soccorso aereo svizzero, il cui intervento con gli elicotteri è stato però reso complesso proprio dalle fortissime raffiche di vento che continuavano a spazzare l'area. Mentre i soccorritori raggiungevano a piedi e con estrema difficoltà il relitto della cabina per prestare aiuto alla malcapitata, una seconda emergenza si materializzava sopra le loro teste: l'intera linea della funivia, con il cavo in movimento, era rimasta bloccata, lasciando sospese nell'aria decine di altre vetture con a bordo un numero stimato tra le cento e le duecento persone.

Per questi sciatori, molti dei quali avevano assistito impotenti alla scena drammatica della cabina precipitata, sono state lunghe ore di apprensione e paura. Le operazioni di evacuazione, come confermato dai gestori, sono state avviate con cautela e si sono protratte per diverso tempo, movimentando le cabine bloccate a velocità ridotta per riportare a terra i passeggeri. Solo dopo il completamento di queste complesse manovre, e una volta accertata la messa in sicurezza di tutta l'area, la procura ha potuto disporre il sequestro della tratta interessata, che oggi, giovedì, rimane chiusa in attesa dei primi rilievi tecnici. Gli inquirenti dovranno ora analizzare ogni frammento, dai dati dei computer di bordo alle condizioni dei morsetti di aggancio, passando per le testimonianze di chi era lì e ha visto la cabina volare via, per cercare di dare un nome e una spiegazione a una tragedia che forse, con una diversa valutazione del rischio, si sarebbe potuta evitare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.