Il caso Yara e il Dna di Andrea Sempio: nuove indagini e vecchi dubbi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il caso Yara, che da anni tiene banco nella cronaca nera italiana, torna a far discutere dopo le recenti analisi del Dna affidate dalla Procura di Pavia al genetista Carlo Previderé, superconsulente del caso. Le indagini, riaperte a fine 2023, si concentrano sul confronto tra il materiale biologico rinvenuto intorno alle unghie di Chiara Poggi, la giovane vittima dell’omicidio di Garlasco, e il profilo genetico di Andrea Sempio, 37enne già coinvolto nelle prime fasi delle indagini.
Secondo quanto emerso, il Dna di Sempio sarebbe stato identificato non solo sulle unghie di Chiara, ma anche sulla tastiera del computer trovato nella sua abitazione. Un elemento che, se confermato, potrebbe rappresentare una svolta decisiva in un caso che ha visto alternarsi ipotesi contrastanti e sentenze controverse. Tuttavia, non mancano i dubbi: già nel 2017, un’intercettazione aveva fatto emergere frasi ambigue, come «ne abbiamo cannata una», pronunciate da Sempio stesso, che hanno alimentato ulteriori interrogativi.
La vicenda, che risale al 2007, ha visto protagonista anche Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, inizialmente accusato dell’omicidio e poi assolto in primo grado nel 2009. Il giudice Stefano Vitelli, che presiedette il processo, ha recentemente ricordato le motivazioni della sentenza, sottolineando l’assenza di un movente e la presenza di «troppi dubbi» per condannare Stasi. Tra gli elementi a suo favore, anche uno scontrino che avrebbe fornito un alibi solido, mentre le indagini su Sempio non erano state approfondite a sufficienza.
Ora, con le nuove analisi genetiche, il caso sembra riaprirsi su fronti inediti. La consulenza di Previderé, esperto di fama internazionale, potrebbe chiarire se il Dna rinvenuto appartenga effettivamente a Sempio, ma la strada è ancora lunga. Le precedenti indagini, infatti, avevano già diviso gli esperti: c’è chi sosteneva la compatibilità del profilo genetico e chi, invece, aveva smontato l’ipotesi, portando all’archiviazione del caso.




