il dna di andrea sempio e le nuove indagini sul delitto di garlasco
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Redazione Interno
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A quasi 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, il caso torna a far discutere. Alberto Stasi, il fidanzato della vittima condannato a 16 anni di carcere, si è sempre dichiarato innocente, e ora nuove indagini sembrano riaprire un capitolo che molti credevano chiuso. Al centro delle attenzioni della Procura di Pavia c’è Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, il cui dna è stato rinvenuto sotto le unghie della ragazza. Un elemento che, se confermato, potrebbe aggiungere tasselli inediti a una vicenda giudiziaria già complessa.
La svolta arriva dopo il prelievo coattivo effettuato su Sempio, i cui esiti sono stati resi noti dal procuratore Fabio Napoleone. Il materiale genetico di Sempio, infatti, corrisponde a quello trovato sui resti biologici di Chiara Poggi, come confermato dall’Agenzia AGI. La Procura ha chiesto al Gip di autorizzare un incidente probatorio per confrontare il dna di Sempio con altri reperti mai analizzati o risultati dubbi, tra cui quelli rinvenuti sui para-adesivi delle impronte trovate sulla scena del crimine. Si tratta di elementi che, secondo gli inquirenti, potrebbero chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti.
La decisione della Corte d’Assise d’Appello di Milano, che nel 2022 aveva disposto la distruzione di alcuni corpi di reato, non ha coinvolto tutti i campioni biologici. Alcuni di essi, infatti, non erano mai stati sottoposti a esami genetici o avevano fornito risultati inconcludenti. È proprio su questi reperti che la Procura intende concentrarsi, cercando di far luce su un caso che, nonostante la condanna di Stasi, continua a sollevare interrogativi.
La difesa di Stasi, da sempre convinta dell’innocenza del proprio assistito, ha accolto con favore le nuove indagini. Secondo i legali, infatti, il dna di Sempio rappresenta un elemento cruciale per ricostruire la verità. Tuttavia, la sentenza della Corte d’Assise d’Appello bis aveva confermato la colpevolezza di Stasi, basandosi su prove che, a suo tempo, erano state ritenute sufficienti per emettere il verdetto.




