La sfilata dei carri a Verona, una svolta storica per il Carnevale: la organizzerà la «Festa de la Renga»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Sarà il Comitato della Festa de la Renga, come noto, ad assumersi l'onere organizzativo della sfilata dei carri per il «vènardi gnocolàr», fissata per il prossimo 13 febbraio, una decisione che l'amministrazione comunale ha definito la soluzione migliore per preservare un rito antico. Questa scelta, che interrompe una consuetudine consolidata, ha però sollevato non poche polemiche, aprendo una frattura significativa nell'universo carnevalesco cittadino, il quale si trova a dover ridefinire i propri equilibri in una fase di transizione delicata.

Un percorso inedito e le reazioni contrastanti

La sfilata, che si terrà in via del tutto eccezionale con un percorso modificato a causa dei preparativi per le imminenti Olimpiadi, prenderà il via da Borgo Trento, dove i carri si ammasseranno in piazza Vittorio Veneto, per poi snodarsi verso il cuore della tradizione, superando ponte della Vittoria e concludendo la sua corsa a San Zeno. All'appello, stando a quanto si apprende, avrebbero già risposto positivamente quasi una ventina di carri, oltre a tutti i comitati provinciali, un segnale di adesione che garantisce il successo della manifestazione sotto il profilo della partecipazione. Tuttavia, dall'altra parte, il Bacanàl del Gnoco – storicamente depositario dell'evento – non ha affatto digerito la decisione e, per voce dei suoi rappresentanti, annuncia «azioni imminenti», mentre i promotori del Carnevale Storico, anch'essi esclusi, tuonano con parole dure, definendo la Festa de la Renga una semplice sagra che «non ha nulla a che vedere col Carnevale, celebrandosi nel primo giorno di Quaresima».

Il rebus della maschera simbolo e un clima di tensione

A rendere ancor più teso il clima, poi, c'è la questione spinosa riguardante l'elezione del Papà del Gnoco, la maschera simbolo della festa. La tradizionale elezione popolare in piazza, che avrebbe dovuto tenersi il prossimo 18 gennaio nella cornice di San Zeno, è stata infatti cancellata. Il sire del carnevale veronese per questa edizione verrà scelto a porte chiuse, senza il rito delle urne aperte ai cittadini, da un organismo ristretto quale il Senato del Bacanal del Gnoco, composto da coloro i quali, negli anni passati, hanno già vestito i prestigiosi panni. Una svolta, questa, che priva la cerimonia di uno dei suoi momenti più sentiti e partecipati, alimentando ulteriormente le polemiche e lasciando molti interrogativi aperti sul futuro di una tradizione che, pur salvata nell'immediato, appare profondamente mutata nei suoi connotati più autentici.

Una tradizione in bilico tra continuità e cambiamento

La garanzia che il Venerdì Gnocolar del 2026, evento iconico del Carnevale di Verona, si svolgerà regolarmente c'è ed è stata ribadita con forza dalle istituzioni, le quali hanno parlato di un traguardo importante per la salvaguardia di un patrimonio culturale. Ciò non toglie, però, che la strada intrapresa sia lastricata di polemiche e di divisioni, con i diversi soggetti storici che si contendono il ruolo di custodi della memoria e dell'organizzazione. Quello che si prospetta, dunque, non è semplicemente un cambio di gestione logistica, bensì un passaggio delicato che potrebbe riscrivere, almeno in parte, il DNA stesso di una festa secolare, costretta a confrontarsi con esigenze amministrative, logistiche e, forse, di diverso visione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.