Francesco Renga, dopo Sanremo parte il tour nei teatri: tutte le date

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sarà un autunno trascorso a ripercorrere, in dimensione più raccolta e intima, i passaggi fondamentali di una carriera che l’ha visto protagonista prima come frontman dei Timoria e poi come autore solista di pagine importanti della musica italiana. Francesco Renga, che nei prossimi giorni calcherà il palco del Teatro Ariston per l’undicesima volta in gara – un traguardo che eguaglia partecipazioni illustri come quella di Patty Pravo – ha annunciato le date del “Live Teatri 2026”, il nuovo tour che prenderà il via il 3 ottobre dal Teatro Arcimboldi di Milano per concludersi il 6 novembre al Gran Teatro Geox di Padova. Undici appuntamenti, prodotti da Friends & Partners, che attraverseranno lo stivale toccando Napoli, Roma, Bari e poi il nord Italia, in un susseguirsi di serate pensate per offrire al pubblico un contatto più diretto con i brani che ne hanno segnato il percorso artistico.

Un racconto per musica nella dimensione raccolta dei teatri

L’annuncio del nuovo tour arriva mentre il cantautore bresciano – ma udinese di nascita – è concentrato sulla preparazione della sua partecipazione al Festival, dove presenterà “Il meglio di me”. Il brano, che Renga stesso ha definito una sorta di manifesto di maturità emotiva, rappresenta una svolta nel suo modo di approcciarsi alla scrittura e all’interpretazione. E sarà inevitabilmente uno dei momenti centrali della scaletta autunnale, che ripercorrerà anche i successi che hanno costellato la sua discografia, da “Angelo” – la canzone che gli valse la vittoria nel 2005 – a “Raccontami”, premiata dalla critica, passando per “Meravigliosa (la luna)” e “Ci sarai”. La scelta dei teatri, dopo le esperienze nei palazzetti con l’amico e collega Nek nel progetto RengANek, non è casuale: Renga cerca una dimensione che gli consenta di modulare la sua voce, potente e melodica, sulle architetture sonore di canzoni che, per loro natura, richiedono ascolto e partecipazione silenziosa.

Il significato del nuovo brano e l’attesa per l’Ariston

Prima di salire sui palchi dei teatri, però, c’è il palco più importante della canzone italiana, quello dell’Ariston. Renga affronta questa edizione del Festival con uno spirito che lui stesso definisce di “novità” e “consapevolezza”, complice anche il cambio di etichetta discografica che ha portato una ventata di freschezza nel suo processo creativo. “Il meglio di me”, nato da una riflessione intima sul suo percorso di crescita personale, parla della difficoltà di confrontarsi con le proprie fragilità e della decisione, una volta raggiunta una certa età, di non riversarle sugli altri. Un tema, questo, che l’artista ha sviluppato partendo da esperienze autobiografiche, inclusi i difficili momenti legati ai rapporti personali e quella sensazione di fuga – come ha raccontato lui stesso – iniziata dopo la scomparsa della madre quando aveva solo diciassette anni.

Il duetto con Giusy Ferreri su una pagina di storia della musica

Nella serata di venerdì 27 febbraio, quella dedicata alle cover, Renga ha scelto di condividere il palco con Giusy Ferreri, artista dalla vocalità calda e avvolgente che ben si sposa con la sua. Insieme interpreteranno “Ragazzo solo, ragazza sola”, la versione italiana di “Space Oddity” che David Bowie incise nel 1970 su testo di Mogol. Un omaggio doppio e sentito: da un lato al Duca Bianco, nel decimo anniversario della scomparsa, dall’altro al grande paroliere italiano, figura imprescindibile per generazioni di cantautori. La scelta del brano, che si discosta dall’originale inglese raccontando una storia di solitudine e amore perduto, rappresenta un ponte ideale tra la tradizione della canzone d’autore italiana e l’apertura internazionale che da sempre caratterizza il Festival. Per Renga, che ha più volte dichiarato quanto Bowie abbia influenzato la sua passione per il canto, eseguire questo pezzo sul palco dell’Ariston rappresenta la realizzazione di un sogno.

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