Sostegno pubblico dei Carabinieri a Mario Mori, indagato per le stragi del '93
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Redazione Interno
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Il Comando generale dei Carabinieri ha espresso pubblicamente il suo sostegno a Mario Mori, ex generale del Ros e indagato per le bombe del 1993. Questa mossa senza precedenti è stata annunciata attraverso un comunicato stampa ufficiale.
Solidarietà e disprezzo
Un candidato alle prossime elezioni europee, attualmente in aspettativa elettorale, ha espresso la sua solidarietà a Mori e il suo disprezzo per coloro che continuano questa "vergognosa aggressione giudiziaria". Questo candidato considera Mori un galantuomo e critica la procura di Palermo per aver costruito un "assurdo castello di accuse" noto come la trattativa Stato-Mafia. Queste accuse sono state respinte da sentenze che hanno riconosciuto la correttezza dell'operato di Mori e dei suoi uomini.
Il dovere della procura di Firenze
Ora tocca alla procura della Repubblica di Firenze perseguire Mori, una persona che gode della "incondizionata ammirazione" del candidato. Filippo Spiezia, procuratore capo del capoluogo toscano, ha difeso la decisione di inviare un avviso di garanzia a Mori. Spiezia sostiene che il loro dovere è "completare tutte le verifiche sulle stragi continentali del 1993", per le quali la Procura di Firenze ha competenza. Mori è accusato di non aver agito per impedire gli attentati mafiosi di Firenze, Roma e Milano, dei quali - sostengono i pm - era stato informato in anticipo, fin dall’agosto del 1992.
Questa vicenda ha suscitato molte reazioni e continua a essere un argomento di grande interesse. Il sostegno pubblico dei Carabinieri a Mori rappresenta un evento senza precedenti che potrebbe avere importanti ripercussioni sulle indagini in corso e sulle future decisioni giudiziarie.




