Milano piange Giorgio Armani, il re della moda che ha vestito il mondo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’imprenditrice bergamasca Tiziana Fausti, figura di spicco nel panorama del lusso, lo ha ricordato come «un uomo eccezionale, generoso e capace di curiosità e sapere senza limiti». Un ritratto che coglie l’essenza del genio creativo scomparso nel pomeriggio di giovedì 4 settembre, all’età di 91 anni, lasciando un vuoto incolmabile non solo nell’industria della moda ma nell’intero immaginario collettivo del Made in Italy. Se n’è andato con la stessa discrezione e l’inconfondibile eleganza che hanno caratterizzato la sua lunga esistenza, senza clamori, rifuggendo da quella teatralità che spesso connota il suo ambiente.

La città di Milano, che in lui riconosceva uno dei suoi simboli più alti, gli tributerà il suo estremo saluto proclamando il lutto cittadino per lunedì 8 settembre, giorno in cui si celebreranno i funerali in forma strettamente privata. Il sindaco Giuseppe Sala, tra i primi a esprimere il cordoglio dell’intera municipalità, ha sottolineato come Armani «sia stato e resterà per sempre uno dei massimi rappresentanti della moda italiana e milanese nel mondo», un uomo il cui talento si è sempre coniugato con uno stile sobrio e misurato, riflesso fedele della sua personalità riservata.

L’immenso patrimonio, valutato attorno ai 12 miliardi di euro, e il controllo del colosso da lui creato sono già oggetto di un’articolata pianificazione successoria. La guida dell’impero è affidata a un comitato di transizione presieduto da Pantaleo Dell’Orco, suo compagno di vita e storico collaboratore, il cui ruolo si è rivelato fondamentale nel corso degli anni. A costoro, e a un ristretto gruppo di fidatissimi che include il banchiere di Rothschild Giovanni Bellotti nel cda della capogruppo, spetta il complesso compito di traghettare il gruppo verso il futuro, garantendone la stabilità e l’indipendenza.

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