Ferrari riacquista azioni ma il mercato frena, gli analisti rivedono le stime

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante l'annuncio del riacquisto di azioni proprie per oltre 2,1 milioni di euro sul mercato di New York, operazione che rientra in un programma più ampio da due miliardi, il Titolo di Ferrari ha registrato un brusco calo a Piazza Affari, distinguendosi come il peggiore all'interno dell'indice Ftse Mib. L'operazione, che rappresenta soltanto l'ottava tranche di un piano pluriennale che dovrebbe concludersi entro il 2026, non è bastata a controbilanciare il clima di diffusa cautesia che circonda la casa di Maranello, la cui strategia di rinnovo della gamma, dopo un ciclo particolarmente favorevole negli anni successivi alla pandemia, comincia a sollevare perplessità tra gli investitori istituzionali.

Il tonfo in Borsa e le revisioni dei target

La seduta si è rivelata decisamente difficile per il Cavallino Rampante, il cui titolo ha toccato un minimo di 312,1 euro, per poi attestarsi su una perdita superiore al tre percento. Questo scivolamento, che alcuni hanno definito una correzione dopo le performance straordinarie degli ultimi anni, è arrivato parallelamente a una sfilza di giudizi critici da parte di alcune importanti banche d'affari. Jefferies, in particolare, ha operato un taglio netto del prezzo obiettivo, portandolo a 310 euro dai 345 precedenti, e ha rivisto al ribasso le stime finanziarie per il triennio a venire, pur mantenendo la raccomandazione di "Hold" sulle azioni. Una mossa analoga è stata compiuta da Oddo, che ha abbassato il rating a "Neutral" e ha ridotto il target price in modo ancor più significativo.

Le ragioni dietro la prudenza degli analisti

La cautela che serpeggia tra gli analisti, i quali pure riconoscono la solidità dell'azienda, sembra radicarsi nella fase di transizione che Ferrari sta attraversando. Il ciclo di successi post-pandemici, che ha largamente superato le attese del mercato, pone ora la sfida del rinnovamento dell'offerta, un processo che comporta investimenti ingenti e i cui esiti non sono mai scontati in un settore di lusso altamente competitivo. Morgan Stanley, pur avviando la copertura con un giudizio di "Equal-weight" e un target in rialzo rispetto ad altri, sottintende questa medesima attesa, astenendosi da entusiasmi eccessivi e suggerendo di valutare con pazienza i prossimi sviluppi industriali.

Il contesto di un piano di riacquisto in evoluzione

Il programma di buyback, del quale l'acquisto di dicembre rappresenta soltanto un tassello, resta comunque un segnale della fiducia che la società ripone in se stessa e delle sue consistenti disponibilità finanziarie. Tuttavia, gli operatori di Borsa sembrano voler guardare oltre la gestione del capitale, concentrandosi piuttosto sui fondamentali del business e sulle prospettive di crescita futura, alle quali le revisioni delle stime per il 2026 hanno dato una risposta per il momento poco incoraggiante. Rimane da vedere se le mosse strategiche della dirigenza, nel medio periodo, sapranno riconquistare lo slancio che in queste ore appare smorzato.

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