Siria, al-Sharaa ringrazia gli Usa per la mediazione mentre i drusi diventano pedine del conflitto
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Redazione Esteri
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Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa, noto in passato come Al-Jolani, ha accusato "l’entità israeliana" di voler frammentare ulteriormente la Siria, dopo i recenti bombardamenti che hanno colpito Damasco. In un discorso alla nazione, ha dichiarato che il paese "non teme la guerra", ma che intende privilegiare "gli interessi dei siriani rispetto al caos". Senza nominare direttamente Israele, ha aggiunto che l’attacco alle infrastrutture civili e governative avrebbe potuto innescare un’escalation incontrollabile, scongiurata solo grazie alla mediazione di Stati Uniti, paesi arabi e Turchia.
Al centro della crisi c’è la provincia di Sweida, dove risiede la più numerosa comunità drusa al mondo, circa mezzo milione di persone. Da giorni, la zona è teatro di scontri tra milizie locali, tribù beduine e forze governative, in un equilibrio precario che rischia di sfaldarsi. I drusi, minoranza araba di fede esoterica che rifiuta l’identificazione come musulmani pur parlando la loro lingua, sono storicamente legati a Israele, dove molti prestano servizio militare. Proprio questo legame ha spinto Tel Aviv a intervenire, giustificando i raid come un tentativo di proteggerli.




