Il pianoforte di Gloria Campaner spegne la fiamma: l'Arena di Verona saluta Milano Cortina 2026

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quando il silenzio è calato sugli spalti dell’Arena di Verona, domenica sera, non si è trattato di una semplice pausa tra un'esibizione e l'altra, ma del preludio al momento più simbolico dell'intera cerimonia di chiusura. Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, dopo diciassette giorni di gare e di emozioni diffuse su due regioni, hanno trovato il loro epilogo nel cuore dell'anfiteatro romano, trasformato per l'occasione in un salotto elegante e senza tempo. Sul palco, a rubare la scena con discreta potenza, c'era la pianista veneziana Gloria Campaner, le cui dita hanno cavato dalle corde dello strumento le note di "Experience", il celebre brano di Ludovico Einaudi scelto come colonna sonora per l'estinzione della fiamma olimpica -6-7-9.

L’artista, che per l’occasione indossava un completo total white dalla linea essenziale e pulita, illuminato solamente da un paio di air cuff di diamanti che le incorniciavano i lobi, è apparsa come una figura quasi eterea in quel contesto di festa e di retorica sportiva. Non c’era spazio per eccessi nella sua performance: la musica scorreva mentre sui maxischermi le immagini in diretta mostravano i due bracieri, quello all’Arco della Pace di Milano e quello di Cortina, affievolirsi gradualmente fino a spegnersi -1-9. Era il segnale che i Giochi italiani erano ufficialmente finiti, e la responsabilità di accompagnare quel gesto, così carico di significati, era stata affidata a una delle interpreti più raffinate del panorama nazionale, capace di unire la tradizione classica a incursioni nella musica contemporanea e nella sperimentazione -2.

Attorno a lei, in quella che è stata una vera e propria cornice corale, si sono alternati sul palco altri grandi nomi dello spettacolo italiano. Roberto Bolle, in un'inedita performance aerea, volteggiava sospeso sopra un grande anello luminoso, interagendo con un sole simbolico che calava per lasciar spazio all'oscurità -1-3. Subito prima dello spegnimento, la regia aveva già regalato al pubblico dell’Arena e a quello televisivo la voce di Achille Lauro, che ha interpretato “Incoscienti giovani”, e l'energia di Gabry Ponte con i suoi ritmi dance, mentre l'attrice Benedetta Porcaroli faceva da guida tra un momento istituzionale e l'altro -8-9.

La serata, intitolata "Beauty in action", è filata via tra l'omaggio alla lirica con le arie di Verdi e Puccini e i momenti più formali del cerimoniale, come il passaggio di consegne della bandiera olimpica ai rappresentanti delle Alpi Francesi, che ospiteranno l'edizione invernale del 2030 -1-8. Ma a restare impressa, nella sequenza finale, è stata proprio l'immagine della Campaner al piano, con il suo abito candido e quei piccoli bagliori ai lobi, mentre l'ultimo bagliore della fiamma si spegneva in diretta. La parte artistica, che ha visto la partecipazione di circa duecentocinquanta performer tra musicisti e coristi della Fondazione Arena, è servita proprio a incorniciare questi passaggi cruciali, evitando che la burocrazia olimpica prendesse il sopravvento sull'emozione pura -8.

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