La Commissione Europea allenta i vincoli sulle emissioni CO2 per le case automobilistiche
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Redazione Economia
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Mentre il settore automobilistico europeo si prepara ad affrontare i nuovi obiettivi di decarbonizzazione, la Commissione Europea ha deciso di introdurre un margine di flessibilità che, seppur mantenendo inalterati i target ambientali, concederà alle case costruttrici più tempo per adeguarsi. La proposta, presentata il 1° aprile 2025, modifica il sistema di calcolo delle emissioni, sostituendo il criterio annuale con una media triennale, un cambiamento che mira a garantire maggiore stabilità nella pianificazione industriale senza compromettere gli obiettivi fissati per il 2025.
Al centro del provvedimento vi è la volontà di evitare multe salate – si parla di 16 miliardi di euro – che le aziende rischierebbero di pagare qualora, come previsto, superassero i limiti di CO2 previsti per l’anno prossimo. L’Agenzia Europea dell’Ambiente e la Commissione stessa dovranno verificare con precisione i dati relativi alle immatricolazioni del 2025, ma intanto si è scelto di dilatare i tempi, permettendo ai costruttori di rientrare nei parametri in un arco temporale più ampio.
Non si tratta, tuttavia, di un allentamento degli standard ambientali: i parametri restano invariati, così come l’impegno a ridurre progressivamente l’impatto climatico del trasporto su gomma. Quel che cambia è la metodologia di controllo, che passerà da un’analisi annuale a una valutazione su tre anni, dando modo alle aziende di compensare eventuali sforamenti con i miglioramenti ottenuti nei periodi successivi. Una mossa che, secondo Bruxelles, bilancia la necessità di tutelare l’ambiente con quella di non strangolare un’industria già sotto pressione per la transizione verso l’elettrico.
La decisione arriva in un momento delicato, con il bando alle auto termiche previsto per il 2035 all’orizzonte e le case costruttrici chiamate a rivedere i propri piani industriali. Se da un lato c’è chi teme che questa flessibilità possa rallentare gli sforzi verso la decarbonizzazione, dall’altro è innegabile che il provvedimento eviterà penalizzazioni immediate a un settore che, negli ultimi anni, ha già dovuto affrontare crisi di approvvigionamento e rallentamenti produttivi.




