L’Italia batte la Moldavia 2-0, ma Spalletti saluta tra poca luce e troppe ombre

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A Reggio Emilia, dove si è giocata l’ultima partita delle qualificazioni mondiali sotto la guida di Luciano Spalletti, l’Italia ha chiuso con un successo che sa più di formale addio che di svolta. Il 2-0 contro la Moldavia, ottenuto grazie alle reti di Raspadori e Cambiaso, non basta a cancellare il clima pesante che avvolge la Nazionale dopo il flop contro la Norvegia, risultato decisivo per l’esonero del tecnico toscano.

Quello che si è visto al Mapei Stadium è stato un match senza anima, giocato davanti a una tribuna semideserta e con pochi sprazzi di qualità. Se Raspadori ha trovato il gol con un destro preciso dopo un’azione corale, e Cambiaso ha raddoppiato sfruttando un’impostazione maldestra della difesa avversaria, il resto è stato un susseguirsi di errori banali e giocate stentate. La Moldavia, pur senza grandi ambizioni, ha più volte impensierito Donnarumma, dimostrando quanto fossero fragili gli equilibri azzurri.

Spalletti, che ha salutato la panchina con un sorriso amaro, lascia una squadra ancora lontana dalla certezza del Mondiale. La partita, definita "tragicomica" da molti sui social, ha riacceso le polemiche sulla gestione del gruppo e sulle scelte tecniche. C’è chi, in rete, ha ironizzato chiedendo "un miracolo" a Claudio Ranieri, mentre altri hanno sottolineato l’assenza di un’identità di gioco.

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