L’Italia di Spalletti chiude un capitolo, ma la Moldavia è già un’altra storia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Per la prima volta nella storia recente del calcio italiano, la Nazionale scenderà in campo guidata da un commissario tecnico già esonerato. Luciano Spalletti, che ieri in conferenza stampa ha chiarito di essere stato sollevato dall’incarico dal presidente Gabriele Gravina – “non mi sono dimesso, è stato un esonero” – sarà comunque in panchina stasera alle 20.45 contro la Moldavia. Una partita che, nonostante il clima surreale, l’Italia deve vincere per provare a raddrizzare un girone di qualificazione al Mondiale 2026 finora fallimentare, con l’ultimo posto e la pesante sconfitta per 3-0 in Norvegia che ha accelerato la decisione della Federcalcio.

La situazione è paradossale, perché Spalletti, pur essendo tecnicamente già fuori, dovrà guidare la squadra in un match cruciale. “Avrei continuato, ma le scelte non dipendono da me”, ha aggiunto l’allenatore, lasciando trasparire un velo di amarezza. Un addio improvviso, che segue uno schema più tipico dei club che delle nazionali, dove di solito si valuta l’operato al termine di un ciclo, sia esso un Europeo o un Mondiale.

Intanto, mentre la squadra si prepara all’ultima prova sotto la sua gestione, la Figc cerca già un sostituto. Claudio Ranieri, contattato per una doppia veste – ct e consigliere dei Friedkin alla Roma – si è preso una notte per riflettere, dopo un iniziale rifiuto. Un’ipotesi complessa, dato che l’allenatore è già al lavoro con Gian Piero Gasperini per la prossima stagione. Altri nomi circolano, ma per ora nessuna svolta.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.