La figlia di Kim Jong Un nel mirino dei servizi segreti di Seul: per il Nis è ormai designata come erede
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Redazione Esteri
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L’immagine, pubblicata su un pannello esposto all’esterno dell’ambasciata nordcoreana a Pechino, non lasciava molto spazio a interpretazioni: Kim Ju Ae, la figlia adolescente del leader Kim Jong Un, ritratta in una posizione centrale accanto al padre, quasi a volerne simboleggiare un ruolo paritario, se non addirittura successorio. Quell’istantanea, scattata durante uno spettacolo di Capodanno a Pyongyang e ingrandita rispetto alle altre ventiquattro che componevano il collage, ha fornito lo spunto per una riflessione più approfondita da parte degli analisti, ma sono state le valutazioni tecniche dei servizi segreti sudcoreani a trasformare un sospetto in una convinzione: la dinastia degli Kim si prepara a un passaggio di testimone, e la prescelta sarebbe proprio la giovanissima Ju Ae -2-6.
Il National Intelligence Service (Nis) di Seul, nel corso di un’audizione a porte chiuse dinanzi alla commissione parlamentare per l’intelligence, ha di fatto aggiornato il proprio status sulla ragazza, passando dall’etichetta di “erede in formazione” a quella ben più definita di “successore designato”. I deputati Park Sun-won e Lee Seong-kweun, presenti al briefing, hanno riferito alla stampa i dettagli di questa nuova analisi, che si basa su un accumulo di evidenze piuttosto che su un singolo evento. La partecipazione di Kim Ju Ae a cerimonie di rilievo, come l’anniversario della fondazione dell’Esercito popolare coreano o la visita al Palazzo del Sole di Kumsusan – il mausoleo che ospita le spoglie dei suoi avi, Kim Il Sung e Kim Jong Il – è stata letta come un’investitura di fatto, un rito di passaggio pubblico che nella rigorosa coreografia del regime assume un significato inequivocabile -1-4.
Il nuovo corso della dinastia e i segnali di un’ascesa silenziosa
Ciò che ha particolarmente colpito gli analisti del Nis, e che è stato condiviso con i membri del parlamento sudcoreano, non è soltanto la mera presenza fisica della ragazza accanto al padre, ma l’emergere di dinamiche più complesse. Sembrerebbe, infatti, che Kim Ju Ae abbia iniziato a esprimere opinioni personali su alcune politiche statali, un dettaglio che, se confermato, segnerebbe un salto di qualità nel suo coinvolgimento diretto nelle questioni di governo. Non si tratterebbe più, quindi, di una comparsa ornamentale, ma di un’entità politica in erba a cui viene concesso, o forse imposto, di imparare i meccanismi del potere assistendo il padre nei lanci missilistici o nelle visite di Stato, come quella compiuta a settembre a Pechino, che ha rappresentato il suo debutto ufficiale all’estero -3-5.
La stessa agenzia Yonhap, che ha rilanciato le dichiarazioni dei parlamentari, ha sottolineato come il Nis intenda monitorare con attenzione il prossimo congresso del Partito dei Lavoratori, previsto per la fine del mese a Pyongyang. Quell’assise, che si tiene ogni cinque anni, rappresenta la sede ideale per qualsiasi annuncio formale riguardante gli equilibri interni al potere. Se Kim Ju Ae dovesse comparire in una posizione di rilievo durante i lavori, o addirittura ricevere un incarico ufficiale all’interno della struttura del partito, le speculazioni degli ultimi mesi lascerebbero il posto a una certezza destinata a ridefinire gli equilibri geopolitici della regione. La Corea del Nord, pur non confermando ufficialmente, continua a moltiplicare i segnali, dosando con cura ogni apparizione pubblica della ragazza, il cui abbigliamento e portamento, ormai lontani dall’infanzia, richiamano sempre più quelli di un leader -6-7.
L’ombra di un fratello e il precedente di Kim Yo Jong
La scelta di una figlia, peraltro, introduce un elemento di discontinuità in una società rigidamente patriarcale e militarizzata come quella nordcoreana, sollevando interrogativi non secondari. Il Nis, nelle sue valutazioni, non ha mai confermato ufficialmente l’esistenza di un figlio maschio primogenito di Kim Jong Un, sebbene fonti dell’intelligence suggeriscano che un erede maschio esisterebbe, pur non essendo mai stato mostrato pubblicamente né menzionato dai media di Stato. Questa assenza, unita alla crescente visibilità di Kim Ju Ae, porta gli analisti a credere che la scelta sia ricaduta su di lei, forse anche in virtù della sua spiccata somiglianza fisica con il dittatore e della capacità, dimostrata in più occasioni, di catalizzare l’attenzione popolare -1-5.
D’altra parte, la presenza di una figura femminile ai vertici del regime non rappresenterebbe una novità assoluta. Kim Yo Jong, la potente sorella del leader, ricopre ruoli di primo piano nel Partito dei Lavoratori ed è considerata da molti osservatori la numera due de facto del paese. Il suo esempio, unito alla determinazione con cui Kim Jong Un sta promuovendo la figlia, suggerisce un graduale adattamento dell’ideologia di famiglia alle necessità dinastiche, laddove la continuità del sangue viene anteposta alle tradizionali gerarchie di genere. La giovane Ju Ae, che ha appreso i primi rudimenti del potere assistendo ai test balistici e stringendo la mano ai generali, sembra dunque pronta a raccogliere un’eredità pesantissima, in un paese che, chiuso in sé stesso, si prepara a osservare l’ascesa della sua più giovane leader -3-7.




