Il cessate il fuoco di Pasqua in Ucraina durerà 32 ore, Zelensky: “Pronti a passi simmetrici”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
L’annuncio, arrivato a sera quando ormai qualcuno temeva non sarebbe più giunto, ha messo fine a giorni di attesa e fibrillazioni. Il presidente russo Vladimir Putin ha infatti comunicato che le armi taceranno in Ucraina per la Pasqua ortodossa, la quale cade domenica prossima, istituendo una tregua di 32 ore che prenderà il via alle 16 locali (le 15 in Italia) di sabato 11 aprile e si protrarrà fino alla mezzanotte del giorno successivo. Una finestra temporale decisamente più stretta rispetto allo scorso anno, quando il conflitto si era congelato per tre giorni interi; circostanza, quest’ultima, che aveva alimentato qualche flebile speranza di una distensione più duratura, poi puntualmente smentita dai fatti.
Le reazioni di Kiev e la disponibilità ucraina
Dall’altra parte della linea del fronte, il presidente Volodymyr Zelensky non ha esitato a raccogliere l’invito. In una dichiarazione ripresa da più canali, tra cui un’intervista rilasciata alla Rai, ha confermato che l’Ucraina rispetterà lo stop ai combattimenti: “L’Ucraina ha ripetutamente dichiarato che siamo pronti per passi simmetrici. Abbiamo proposto una tregua durante le festività pasquali di quest’anno e agiremo di conseguenza”. Lo stesso Zelensky ha aggiunto – con una frase che suona quasi come una provocazione nei confronti del Cremlino – che “le persone hanno bisogno di una Pasqua libera da minacce e di un reale movimento verso la pace, e la Russia ha la possibilità di non tornare a colpire dopo Pasqua”. Un’apertura, la sua, che non lascia spazio a equivoci: Kiev accetta la tregua e si dice pronta a replicare ogni gesto analogo.
Il riavvio dei negoziati trilaterali
Proprio mentre il fronte si prepara a un silenzio precario, il focus diplomatico torna a spostarsi verso l’Europa dell’Est. Lo stallo, causato nelle scorse settimane dalle tensioni in Iran che avevano costretto gli Stati Uniti a dirottare temporaneamente l’attenzione verso il Golfo Persico, sembra ormai alle spalle. Stando alle parole di Zelensky, le trattative trilaterali tra Washington, Kiev e Mosca sono prossime a una ripartenza: il recente cessate il fuoco in Medio Oriente permetterà ai negoziatori americani di riprendere in mano il dossier ucraino. Un auspicio, quello di un incontro a breve, che viene accompagnato dalla concreta prospettiva di uno scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev, capitolo sempre cruciale in ogni fase di distensione.
La tregua breve e il suo significato
A differenza della pausa di tre giorni concessa lo scorso anno, questa tregua di appena 32 ore – un lasso di tempo calcolato quasi al minuto – assume i contorni di un gesto più politico che umanitario. Da Mosca, il messaggio è chiaro: la Pasqua ortodossa merita un rispetto formale, ma la guerra non è sospesa, è solo messa tra parentesi. Zelensky, dal canto suo, ha incassato l’annuncio senza trionfalismi, limitandosi a ribadire la propria disponibilità a “passi simmetrici”. Nessuna illusione, dunque, né dichiarazioni roboanti. Resta sullo sfondo la questione più ampia dei negoziati, che ora, liberati dalle interferenze mediorientali, potrebbero davvero ripartire. Ma la cautela, in un conflitto che ha già visto troppe promesse disattese, rimane d’obbligo.




