Attacco con droni all'ambasciata Usa a Baghdad, ondata di raid israeliani su Teheran e Beirut

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notte scorsa la capitale irachena è stata teatro di un nuovo, grave episodio di violenza che ha visto come bersaglio la rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti. Un attacco coordinato, condotto con un mix di razzi e velivoli senza pilota, ha preso di mira il complesso dell'ambasciata americana a Baghdad, in quella che le prime ricostruzioni indicano come l'azione più intensa dall'inizio dell'attuale fase del conflitto mediorientale. Secondo quanto riferito da fonti della sicurezza, i sistemi di difesa aerea C-RAM, progettati per intercettare minacce imminenti come proiettili di artiglieria e razzi, sono entrati in funzione riuscendo ad abbattere un paio dei droni in avvicinamento. Tuttavia, un terzo velivolo, probabilmente un drone di fabbricazione iraniana del tipo Shahed-136, è riuscito a eludere le difese e a impattare all'interno del perimetro della sede diplomatica. L'esplosione che ne è seguita ha provocato una densa colonna di fumo nero, ben visibile nei dintorni, e ha sollevato nuove e immediate preoccupazioni per la stabilità di un paese che già funge da crocevia delle tensioni tra Tehran e Washington. Ore prima, un altro drone aveva colpito un hotel della capitale irachena, struttura nella quale alloggiava anche personale italiano, sebbene, da quanto si apprende, i nostri connazionali non siano rimasti coinvolti nell'esplosione.

Parallelamente all'attacco in Iraq, il quadro militare regionale si è ulteriormente infiammato lungo altri due fronti caldi. Le Forze di difesa israeliane hanno diramato un comunicato nelle prime ore del mattino annunciando il lancio di una «vasta ondata di attacchi» condotta simultaneamente contro obiettivi situati nel cuore dell'Iran, precisamente nella capitale Teheran, e contro infrastrutture riconducibili al partito armato Hezbollah nella capitale libanese Beirut. Le incursioni israeliane, miranti a colpire quelle che vengono definite «infrastrutture del regime terroristico iraniano», giungono in un contesto di crescenti rappresaglie incrociate. Non sono solo le capitali iraniana e libanese a essere state investite dalle ostilità: nella notte, allarmi missilistici sono scattati nel nord di Israele a seguito del lancio di missili balistici da parte iraniana, un attacco che, sebbene non abbia provocato vittime secondo le prime informazioni fornite dalle stesse autorità israeliane, testimonia la volontà di Tehran di rispondere colpo su colpo. Esplosioni sono state udite anche a Dubai e a Doha, dove i residenti sono stati invitati a mettersi al riparo a causa di «potenziali minacce missilistiche», un segnale inequivocabile di come il conflitto stia allargando il suo raggio d'azione anche verso gli stati del Golfo.

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