"Mi ricattava, l’ho strangolata e decapitata": la confessione del killer di Denisa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Vasile Frumuzache, la guardia giurata romena fermata per l’omicidio di Denisa Maria Adas, ha confessato senza remore il delitto, descrivendo con freddezza i dettagli di un femminicidio che ha sconvolto Prato. Davanti ai carabinieri e al procuratore Luca Tescaroli, l’uomo, sposato e padre di due figli, ha ammesso di aver ucciso la trentenne – sua connazionale e escort – dopo che lei lo avrebbe ricattato minacciando di rivelare alla moglie la loro relazione. «Mi chiedeva 10mila euro per stare zitta», ha spiegato Frumuzache, giustificando così un gesto di inaudita violenza.

La vittima, scomparsa nella notte tra il 15 e il 16 maggio dal residence dove riceveva i clienti, è stata ritrovata giorni dopo nei pressi di un casolare abbandonato a Montecatini Terme. Secondo quanto riferito dall’indagato, dopo averla strangolata nella stanza, avrebbe proceduto alla decapitazione, infilando la testa in un sacco per l’immondizia insieme al corpo, poi nascosto nella valigia nera della donna. Gli indumenti personali di Denisa, invece, sarebbero finiti in un trolley bianco, entrambi trasportati nel bagagliaio della sua auto.

Le immagini delle telecamere di sicurezza, che lo ritraevano mentre si liberava dei bagagli, sono state decisive per il fermo. Frumuzache, residente a Monsummano Terme, non ha tentato di negare le prove, ammettendo anche di aver pulito meticolosamente la stanza per cancellare ogni traccia. Quella che doveva essere una relazione clandestina si è trasformata in tragedia, con un ricatto – vero o presunto – che ha scatenato una reazione sproporzionata.

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