L’autopsia smentisce Frumuzache: Denisa decapitata con un unico colpo, non con un coltello
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Redazione Interno
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L’esame autoptico eseguito sui resti di Maria Denisa Adas, la 30enne romena uccisa tra il 15 e il 16 maggio a Prato, ha rivelato che la decapitazione è avvenuta con un solo fendente, netto e radicale, inflitto con un’arma pesante come una mannaia o un’accetta. Un dettaglio che contraddice la versione fornita dal killer confessò, Vasile Frumuzache, il quale aveva sostenuto di aver utilizzato un comune coltello da cucina.
La scoperta, emersa durante l’autopsia svolta a Pistoia, rafforza l’ipotesi della procura secondo cui l’omicidio non sarebbe avvenuto nel residence come dichiarato dall’uomo. Se fosse stato usato un coltello, infatti, il taglio non sarebbe stato così netto, lasciando presupporre un’esecuzione più brutale e prolungata. L’unico colpo inferto, invece, suggerisce l’impiego di un’arma ben diversa, più pesante e letale.
Frumuzache, durante l’interrogatorio di garanzia tenutosi nel carcere della Dogaia, ha ribadito le sue confessioni: «Ho ammazzato quelle due donne, non ho altro da aggiungere». Riferendosi alle connazionali Denisa Maria Adas e Ana Maria Andrei, ha confermato il duplice omicidio ma ha negato qualsiasi coinvolgimento in altri delitti, nonostante le indagini della procura di Prato stiano valutando l’ipotesi che possa trattarsi di un serial killer.
Le autorità, infatti, stanno verificando possibili collegamenti con la scomparsa di alcune donne a Trapani, anche se al momento non vi sono elementi concreti per stabilire un nesso. Frumuzache, che si è detto «estremamente provato fisicamente e psicologicamente», ha espresso rammarico «per il dolore arrecato alla propria famiglia», senza però aggiungere dettagli sulle circostanze degli omicidi.




