Frumuzache ammette i due omicidi ma nega altri delitti: la procura indaga sulla pista del serial killer
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Redazione Interno
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“Ho ucciso io Denisa e Ana Maria”. Con queste parole, asciutte e definitive, Vasile Frumuzache ha confermato davanti al giudice la sua responsabilità nei delitti delle due donne, durante l’udienza di convalida del fermo tenutasi nel carcere della Dogaia a Prato. Il 32enne, però, ha categoricamente escluso di aver commesso altri omicidi, nonostante le indagini della procura stiano seguendo piste che potrebbero legarlo a ulteriori casi irrisolti.
L’interrogatorio, durato poco più di mezz’ora, ha visto Frumuzache – già provato fisicamente e psicologicamente, come ha lui stesso ammesso – ribadire quanto dichiarato agli inquirenti dopo l’arresto. Se da un lato non ha tentato di sottrarsi alle accuse relative alle morti di Maria Denisa Paun Adas e Ana Maria Andrei, dall’altro ha respinto con fermezza l’ipotesi di un modus operandi seriale. “Non ho ucciso altre donne”, ha insistito, mentre il suo legale, l’avvocato Capano, sottolineava come il cliente avesse “escluso ogni coinvolgimento in reati analoghi”.
Le indagini, tuttavia, sembrano procedere in una direzione che gli investigatori considerano più complessa. L’autopsia su Denisa Paun, la 30enne scomparsa il 15 maggio e il cui corpo è stato ritrovato in un campo a Montecatini Terme, ha rivelato dettagli agghiaccianti: la decapitazione sarebbe avvenuta con un unico colpo netto, un particolare che, unito alla brutalità dell’atto, ha spinto gli inquirenti a valutare possibili connessioni con altri casi. Il riconoscimento della vittima, peraltro, è avvenuto solo grazie al tatuaggio fotografato sui pochi resti recuperati, ormai in avanzato stato di decomposizione.




