Conclave, si alzano le quotazioni di Pizzaballa e Parolin mentre i cardinali esaminano i conti vaticani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre i 133 cardinali elettori si preparano a entrare in conclave il prossimo 7 maggio, tra i nomi che circolano con maggiore insistenza spiccano quelli del patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, e del segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin. Le loro candidature, seppure non ufficiali, guadagnano terreno in un contesto in cui la Curia è alle prese con un’attenta valutazione dei bilanci della Santa Sede, un tema che influenzerà non poco le scelte dell’assemblea.

Intanto, la Chiesa guarda già oltre, fissando lo sguardo sul 2033, anno in cui – secondo una tradizione oggi messa in discussione – si celebreranno i duemila anni dalla Redenzione. Peccato che, come hanno dimostrato studi storici più recenti, la data più probabile della crocifissione di Cristo sia il 7 aprile dell’anno 30, il che anticiperebbe il bimillenario di tre anni. Ma poco importa: il calendario liturgico procede per inerzia, e le celebrazioni seguiranno il corso stabilito.

Il meccanismo dell’elezione papale, regolato dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II, prevede un rituale preciso. Lunedì 5 maggio, alle 17.30, nella Cappella Sistina, gli ufficiali del conclave – tra cui il segretario del Collegio cardinalizio e il maestro delle celebrazioni liturgiche – presteranno giuramento di riservatezza. Poi, a partire da mercoledì, si apriranno le votazioni: una il primo pomeriggio, per poi passare a due al mattino e due al pomeriggio nei giorni successivi, fino all’esito definitivo.

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