Borse europee frenano il 28 settembre: petrolio e tensioni spingono i mercati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le Borse europee hanno chiuso poco mosse nella seduta del 28 settembre 2026, condizionate dal nuovo rialzo del petrolio e dalle tensioni internazionali in Medio Oriente. A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato la giornata con un calo dello 0,2%, mentre il titolo Amplifon ha registrato la migliore performance del listino principale con un rialzo del 6,1%.

Il petrolio torna al centro delle preoccupazioni dei mercati

La giornata finanziaria è stata segnata dal ritorno della pressione sui prezzi energetici, con il Brent nuovamente sopra quota 108 dollari al barile. L’aumento delle quotazioni ha riflesso i timori legati alle tensioni tra Stati Uniti e Iran e alle possibili conseguenze sull’offerta globale di greggio. Gli investitori hanno valutato il rischio che un petrolio più costoso possa alimentare nuove pressioni inflazionistiche e condizionare le prospettive economiche.

Il comparto energetico ha beneficiato del movimento dei prezzi delle materie prime, mentre altri settori hanno mostrato maggiore prudenza. A Milano il clima è rimasto contrastato: alcune società legate all’energia hanno beneficiato del contesto favorevole, mentre i titoli più esposti alle incertezze sui mercati hanno registrato vendite. Il FTSE Mib ha chiuso a 51.759,90 punti con una variazione negativa dello 0,21%.

Piazza Affari tra il balzo di Amplifon e le vendite su Tim

Il movimento più evidente della seduta milanese è arrivato da Amplifon, salita del 6,1% grazie alle aspettative degli analisti in vista della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre. Il gruppo, attivo nel settore degli apparecchi acustici, è quotato a Piazza Affari dal 2001 ed è incluso negli indici FTSE Mib e FTSE Italia STAR.

Di segno opposto la performance di Tim, che ha accusato realizzi con una flessione dell’1,8%. La seduta ha mostrato una netta differenza tra singoli titoli e andamento generale del mercato, con gli investitori impegnati a selezionare le società più esposte ai cambiamenti dello scenario economico e finanziario.

Mercati internazionali tra cautela e segnali sull’economia

L’andamento delle Borse europee è stato influenzato anche dai movimenti arrivati dagli Stati Uniti. Dopo l’apertura di Wall Street, i listini del Vecchio Continente hanno cercato un equilibrio tra il peso del petrolio e alcuni segnali considerati positivi sulla tenuta dell’economia, in particolare per gli investimenti legati all’intelligenza artificiale.

Negli Stati Uniti il clima è stato più debole rispetto all’Europa, con gli operatori concentrati sul rapporto tra costo dell’energia, inflazione e rendimento dei titoli obbligazionari. Il rendimento del Treasury decennale americano ha superato il 5,2%, mentre sui mercati delle materie prime si sono registrati ribassi per oro e argento.

Nel corso della seduta sono emersi anche movimenti rilevanti sui singoli titoli: a Milano Danieli ha perso il 15,4%, mentre il settore energetico ha beneficiato del rialzo del greggio. Le contrapposizioni tra comparti hanno caratterizzato una giornata nella quale gli indici principali hanno mostrato variazioni contenute ma con forti differenze tra le singole società.

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