Paola Bulbarelli e Antonio Riva, due visioni della moda tra atemporalità e cronaca nera
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Redazione Interno
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Paola Bulbarelli, nel delineare il proprio percorso professionale, non ha mai nascosto una certa insofferenza per il meccanismo vorticoso delle stagioni: «Non seguo tendenze, creo abiti senza tempo», ha dichiarato, ribadendo un approccio che alla frenesia dell’effimero contrappone la ricerca di una classicità ragionata. E proprio su questo crinale, sottile ma decisivo, si muove anche Antonio Riva, lo stilista che negli anni ha conquistato le spose più esigenti, quelle che non cercano l’abito “virale” bensì un capo capace di dialogare con la personalità di chi lo indossa. Riva, rifiutando la logica dei trend destinati a esaurirsi in poche settimane, punta tutto su equilibrio e proporzione, due elementi che definisce “essenziali” per una sartoria che non intende omologarsi al consumo rapido. Oggi, spiega Riva, le donne cercano autenticità e personalizzazione; sono più consapevoli, desiderano un abito che le rappresenti davvero, quasi fosse una seconda pelle ma anche una dichiarazione d’intenti. L’abito “importante”, quello scenografico e strutturato, quasi scultoreo – come si vede nelle creazioni di Antonio Riva Milano – continua a rappresentare un sogno, nonostante un mercato che spinge all’usa e getta.
Il presidio di estrema destra e la contro-manifestazione a Bologna
Frattanto, in una cronaca che nulla ha a che fare con le passerelle, Bologna ha vissuto un pomeriggio di forte tensione. Ieri, in piazza della Pace, nell’area dello stadio blindata, si è svolto il presidio promosso dal comitato “Remigrazione e Riconquista”. Alla fine, a creare disordini non sono stati i partecipanti di estrema destra – un centinaio di persone vestite di nero, con il Tricolore alla mano, che hanno concluso l’iniziativa in un’ora senza particolari incidenti – bensì i contromanifestanti antifascisti, accorsi per protestare contro l’evento. Alcuni pacifisti, sfuggiti ai controlli, erano riusciti a entrare nell’area riservata; sono stati immediatamente identificati dalle forze dell’ordine. Ma è fuori dal perimetro dello stadio, in zona Irma Bandiera, che la situazione è degenerata: la polizia ha aperto ripetutamente gli idranti per disperdere i partecipanti della contro-manifestazione, e più di trenta contestatori sono stati identificati.
La gestione dell’ordine pubblico e gli sviluppi giudiziari
Centinaia di agenti hanno presidiato l’intera zona, eppure – come spesso accade in questi casi – l’attenzione si è spostata proprio sui cortei antagonisti, che hanno occupato le strade del sabato pomeriggio bolognese. Dalla zona stadio al centro storico, la protesta degli antifascisti ha tenuto impegnate le forze dell’ordine per ore, mentre il presidio di destra si chiudeva senza intoppi. Le immagini degli idranti in azione, e quelle dei manifestanti allontanati a forza, hanno riacceso il dibattito sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico. Non ci sono stati scontri diretti di particolare violenza, ma l’uso ripetuto dell’acqua contro i contestatori – molti dei quali, va detto, erano disarmati – ha sollevato più di una perplessità tra i presenti. Le forze dell’ordine, per parte loro, hanno giustificato l’intervento con la necessità di evitare che la contromanifestazione bloccasse la viabilità o tentasse di forzare i blocchi. Al momento, risultano una trentina le persone identificate tra le fila dei contestatori; non si escludono ulteriori accertamenti.
Il contesto della “Remigrazione” e le dinamiche della piazza
L’iniziativa del comitato “Remigrazione e Riconquista” era finita al centro della bufera politica già nei giorni precedenti, tanto che la prefettura aveva predisposto un imponente dispositivo di sicurezza. Alla fine, però, come da previsioni di molti osservatori, le tensioni non sono venute dai manifestanti di estrema destra – che hanno sfilato in modo disciplinato per un’ora, senza lanciare slogan particolarmente aggressivi – ma dalla reazione degli antagonisti. Questi ultimi, accorsi in numero superiore rispetto ai patrioti, hanno tentato in più occasioni di forzare i cordoni, costringendo la polizia a intervenire. Gli idranti, azionati in successione, hanno avuto l’effetto di disperdere la folla, ma anche quello di alimentare il clima di scontro. Non si segnalano feriti gravi, né denunce immediate; la questura, nelle prossime ore, potrebbe comunicare ulteriori provvedimenti a carico degli identificati. Quel che è certo è che, ancora una volta, la contrapposizione tra le due fazioni ha avuto il suo epicentro a Bologna, città da sempre sensibile a queste dinamiche.




