Matteo Canzi, studente 24enne di Olgiate Molgora, si aggiudica la quindicesima edizione di MasterChef Italia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notte dei fornelli, quella che per mesi ha tenuto incollati davanti allo schermo milioni di appassionati di cucina, ha finalmente emesso il suo verdetto: Matteo Canzi, per tutti Teo, è il trionfatore di MasterChef 15. Il giovane brianzolo, studente di International Marketing originario di Olgiate Molgora, in provincia di Lecco, ha visto coronato un sogno inseguito con una determinazione tale da andare contro il parere iniziale dei genitori, i quali avrebbero preferito per lui il completamento degli studi universitari piuttosto che questa avventura tra pentole e bistecchiere. La proclamazione, avvenuta nel corso della finale andata in onda in esclusiva su Sky Uno e in streaming su NOW, è stata preceduta da una serata ricca di tensione, imprevisti e colpi di scena che hanno tenuto il pubblico con il fiato sospeso fino all'ultimo minuto.

Una finale combattuta e il menu dell'anima

L'atto conclusivo di questa edizione del cooking show prodotto da Endemol Shine Italy ha visto i quattro finalisti misurarsi inizialmente con un ospite d'eccezione, lo chef Norbert Niederkofler, tre stelle Michelin, che li ha portati idealmente in alta quota con la sua filosofia “Cook the Mountain”. Dopo le eliminazioni di Dounia e di Matteo Rinaldi, il graphic designer bergamasco, la sfida si è ristretta a un testa a testa tra Teo e Carlotta, la venticinquenne di origini biellesi che per tutta la stagione aveva dimostrato grinta e determinazione. Proprio a lei, la giuria composta da Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli ha dovuto preferire il più giovane dei concorrenti, colpita dalla personalità culinaria espressa nel menu degustazione dal Titolo “Tutto di me”. Un nome, quello scelto da Teo, che già lasciava intendere l'intento autobiografico dei suoi piatti, un percorso tracciato attraverso portate pensate per raccontare la propria storia, le proprie radici e la trasformazione avvenuta dentro quella cucina. Tra queste, “Confronto”, un risotto alla zucca con pesce gatto alla griglia, crema ai funghi porcini e fragoline essiccate, il tutto impreziosito da un'affumicatura con legno di ciliegio, e “Il coraggio di cambiare”, un secondo a base di piccione con purea di topinambur e gastrique al Porto rosso.

La tecnica, l'istinto e un piccolo errore di troppo

Nel corso della lunga serata, non sono mancati gli imprevisti che hanno messo a dura prova i due finalisti. La comparsa in cucina dello chef Giancarlo Perbellini ha aggiunto ulteriore pressione, mentre il passare del tempo sembrava scorrere inesorabile. Se da un lato Teo ha mostrato sicurezza e creatività, incassando complimenti per la cottura perfetta del suo risotto, dall'altro non sono mancate le critiche, in particolare per la definizione del suo dessert, “La ciliegina sulla torta”, un semifreddo di yogurt e mascarpone che Locatelli ha giudicato più simile a una bavarese. Dall'altra parte dei fornelli, Carlotta ha tenuto testa fino alla fine, ma un errore nell'impiattamento del suo dolce, “Sottovoce”, nel quale ha dimenticato di inserire la brunoise di mela, potrebbe aver pesato nella valutazione complessiva della giuria. Un dettaglio che, sebbene non abbia ribaltato da solo l'esito della competizione, ha sicuramente giocato a sfavore di chi avrebbe potuto ambire al titolo.

Il premio e il futuro del nuovo MasterChef

Con la vittoria, per Teo non arriva soltanto l'agognato titolo, ma anche un bottino sostanzioso che gli consentirà di costruire il proprio futuro professionale nel mondo della ristorazione. Il montepremi, infatti, comprende 100mila euro in gettoni d'oro, un premio il cui valore netto, una volta applicate le ritenute fiscali del venti per cento e considerate le fluttuazioni del mercato del metallo prezioso, si aggirerà verosimilmente attorno ai 65-80mila euro. A questo si aggiunge la pubblicazione di un libro di ricette con l'editore Baldini+Castoldi e la possibilità di frequentare un corso di alta formazione presso ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, un trampolino di lancio fondamentale per chi, come lui, sogna di diventare private chef e di trasformare una passione nata quasi per gioco, preparando un filetto alla Wellington durante le feste natalizie, in una solida carriera.

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