Voli low cost, con gli extra il prezzo può quintuplicare: l'indagine Altroconsumo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Prenotare un volo low cost a pochi euro è ancora possibile, ma il prezzo finale del biglietto può cambiare radicalmente una volta aggiunti servizi come bagaglio a mano, scelta del posto e valigie da stiva. Un’indagine di Altroconsumo su 60 voli operati da Ryanair, easyJet, Wizz Air, Vueling e Volotea mostra infatti che il costo può aumentare fino a cinque volte rispetto alla tariffa iniziale.

L’analisi, condotta simulando prenotazioni su rotte nazionali e internazionali, ha messo in luce come l’aggiunta di questi servizi accessori comporti un incremento medio del prezzo del 200%, con punte che superano il 400%. Si tratta di un meccanismo che trasforma quella che in apparenza è un’occasione imperdibile in una spesa ben più consistente, obbligando il viaggiatore a prestare la massima attenzione a ogni passaggio della procedura di acquisto.

Il tesoretto delle ancillary

Un tempo definite “ancillary”, ovvero subordinate, queste voci di ricavo erano concepite per sostenere il core business dei biglietti aerei, ma oggi la realtà è profondamente cambiata. Bagaglio aggiuntivo, priorità all’imbarco, scelta del posto e wi-fi a bordo non rappresentano più un semplice ricavo marginale, bensì una componente strutturale e determinante dei conti delle compagnie.

Il modello del cosiddetto “unbundling”, che prevede la separazione del costo del trasporto base da tutti gli altri servizi, si è ormai consolidato come strategia commerciale prevalente, specialmente nel settore dei voli a basso costo. Di conseguenza, il prezzo visualizzato nella prima schermata di prenotazione è sempre meno rappresentativo del costo effettivo del viaggio, e il consumatore si trova spesso a dover decifrare un ventaglio di opzioni supplementari che possono far lievitare il conto finale in modo vertiginoso.

Viaggiare con bambini: le regole sui seggiolini

Un capitolo a parte riguarda le famiglie con bambini piccoli, un ambito in cui le politiche delle compagnie aeree mostrano differenze significative. Tutti i vettori esaminati da Altroconsumo, infatti, consentono di viaggiare con un bambino fino a due anni in braccio all’adulto, applicando una tariffa fissa che varia tra 25 e 32 euro per tratta, una soluzione che offre un certo risparmio rispetto all’acquisto di un posto intero.

La situazione si complica, tuttavia, quando si intende acquistare un posto separato per il bambino, utilizzando un seggiolino auto omologato per il trasporto aereo: in questo caso, solo Volotea non lo permette, mentre le altre compagnie lo consentono ma spesso non permettono di completare la procedura online. Di fatto, chi desidera viaggiare in sicurezza con un seggiolino deve contattare il servizio clienti, con un aggravio di tempo e burocrazia che rende l’esperienza meno fluida e che talvolta scoraggia i genitori dall’optare per questa soluzione più sicura.

La classifica degli extra: quali compagnie fanno spendere di più

L’indagine di Altroconsumo ha tracciato un quadro dettagliato delle diverse politiche tariffarie, evidenziando come il costo degli extra possa variare sensibilmente tra un vettore e l’altro. A parità di tratta e di condizioni di viaggio, la forbice tra la tariffa base e quella finale può toccare punte del 400% su alcune rotte, con un impatto particolarmente rilevante per chi viaggia con bagagli o per chi desidera una maggiore comodità a bordo.

Emerge con chiarezza, dalla ricerca, che la scelta della compagnia non dipende soltanto dal prezzo iniziale, ma anche dalla trasparenza e dalla flessibilità delle opzioni accessorie; alcune società, infatti, applicano costi più bassi per il bagaglio a mano ma alzano la tariffa per la valigia da stiva, mentre altre adottano il criterio inverso, complicando il confronto per il consumatore.

La raccomandazione che scaturisce dall’analisi è quindi quella di simulare l’intero processo d’acquisto fino al pagamento finale, prima di decidere, per evitare brutte sorprese e per valutare correttamente la convenienza dell’offerta.

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